Pronti a farci ridere dietro anche da loro? - Ready to be laughed at by them too?

in Italy11 months ago

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Erling Haaland, Hameltion, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

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NON C'E' DUE SENZA TRE?

Chi ancora riesce ad appassionarsi alle vicende del calcio italiano e alle sorti della rappresentativa azzurra in questi giorni avrà di certo assistito alla doppia débâcle della nostra nazionale, opposta alla Germania nei quarti di finale di Nations League.

Se a San Siro i ragazzi di Spalletti avevano perlomeno resistito un tempo, dovendosi inchinare alla superiorità tedesca solo nella ripresa, la partita di ritorno, pur terminata quasi miracolosamente in pareggio, ha messo a nudo tutti i limiti di un calcio vecchio, privo ormai da decenni di adeguato ricambio generazionale e di progettualità ed amministrato da figuri, alla Gravina, che definire loschi parrebbe un eufemismo.

Nel primo tempo di Dortmund, chiuso 3-0 per i tedeschi, è spesso sembrato di assistere ad una partita di allenamento, con i nostri chiamati a fare da prestigioso sparring partner. Addirittura comica la scena del secondo goal dei padroni di casa, segnato in assoluta tranquillità, con Donnarumma fuori dai pali e i compagni troppo impegnati a darsi la colpa a vicenda per prestare attenzione al gioco.

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Gianluigi Dinnarumma, Like tears in rain, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Del resto, la nazionale è per almeno tre quarti espressione del campionato, ridotto a tendone da circo da chi tira le fila. E che si alza al mattino con il solo scopo di salvare un'unica società dagli innumerevoli guai giudiziari ed economici che le pendono sul collo, anche a costo di sfasciare tutto.

E tutto, lentamente ma inesorabilmente, si sta sfasciando. E così, dopo aver saltato due mondiali, l'Italia è chiamata ad evitare di ripetere questa poco edificante "impresa" tra giugno e novembre, quando dovrà cercare di ottenere il primo posto nel proprio girone di qualificazione.

Al momento del sorteggio in tanti hanno tirato un sospiro di sollievo per aver evitato l'accoppiamento con nazionali piuttosto temibili, del calibro di Turchia (allenata da Vincenzo Montella) o Serbia, e per la benevolenza dell'urna nel regalare agli azzurri gli avversari con la classifica FIFA più bassa della seconda e terza fascia.

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Vincenzo Montella, CT della Turchia. goatling from Wherever my imagination can afford to go, CC BY-SA 2.0, da Wikimedia Commons

Ma siamo davvero certi che terminare in testa un raggruppamento con Norvegia, Israele, Estonia e Moldova sia ad oggi alla portata dell'Italia? Per chi è ammantato dall'ottimismo del giornalaccio rosa del "bovino", che ha tutti gli interessi per descrivere il mondo del pallone tricolore come magico, fatato e pervaso da un'aura di invincibilità, sarà una passeggiata. Per conto mio, nutro molti dubbi a riguardo.

Partiamo con il dire che tra i giocatori italiani non si vedono nemmeno con il binocolo talenti paragonabili a quelli di Haaland e Odegaard, ed anche lo stesso Sorloth è probabilmente oggi superiore ai tanto decantati Kean, Retegui o Raspadori.

Alcuni giovani interessanti stanno maturando in fretta, come l'ala del Benfica, Andreas Schjelderup, o il mediano del Brann, Felix Myhre, in mezzo a giocatori forse non fenomenali ma già affermati da anni nei migliori campionati europei, del calibro di Berge, Ryerson o Ajer.

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Berge (a sinistra) ed Haaland, impegnati da avversari in una partita di Champions League tra Genk e Salisburgo del 2019. Werner100359, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Una squadra tutt'altro che da sottovalutare, che ha dalla sua altri fattori importanti. Nei giorni in cui eravamo impegnati a farci ridere dietro dai tedeschi infatti, la Norvegia ha disputato e vinto due trasferte del girone di qualificazione ai prossimi mondiali.

Il cinque a zero rifilato alla Moldavia ha preceduto la vittoria per quattro a due ottenuta in "casa" di Israele (in realtà la partita si è giocata in Ungheria, in campo neutro) e portato i nostri rivali più temibili già a quota sei punti in classifica, regalando loro un importante vantaggio psicologico.

Ma la cosa più interessante è che la prossima giornata prevede proprio l'incrocio tra i guerrieri nordici e gli uomini di Spalletti, con match calendarizzato in data 6 giugno. Ovvero, a stagione conclusa e con la testa dei calciatori già ampiamente in vacanza.

Se non bastasse, la partita di ritorno è fissata per il 16 novembre, nella giornata conclusiva del raggruppamento. A quell'epoca potremmo già parlare di ennesimo match da "dentro o fuori", appuntamenti che, come abbiamo ormai tristemente imparato nell'ultimo decennio, siamo di solito abituati a fallire. Auguri vivissimi, il Circo Gravina ne ha davvero bisogno.

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