🤖 IA ovunque, ma c’è un lavoro che non potrà mai rubarci. / 🤖 AI everywhere, but there’s one job it will never steal from us. [ITA/ENG]

in Italy8 days ago (edited)

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👇ENGLISH VERSION BELOW 👇


Ciao a tutti amici e amiche di Italy e di Steemit.

Jeff Bezos dice una cosa interessante:
nell’era dell’intelligenza artificiale l’unica vera cosa insostituibile è la creatività umana. (Rif.)

Le macchine sono veloci, precise, instancabili.
Scrivono testi, analizzano dati, ottimizzano processi.
Ma immaginare ciò che ancora non esiste, collegare idee lontane, sbagliare e riprovare… quello no, non è roba da algoritmi.

Sembra rincuorante.
E se lo dice uno che ha trasformato Amazon puntando forte sull’IA, probabilmente sa di cosa parla.

Eppure mentre si parla di creatività come valore chiave, le big tech licenziano il personale altamente qualificato.

Perché l'innovazione futura, richiede efficienza nel breve periodo.
Un equilibrio fragile che prima o poi presenterà il conto.

Negli ultimi anni l’IA non ha semplicemente aiutato il lavoro umano: lo ha cambiato alla radice.
È vero, molte professioni non stanno scomparendo, ma si stanno trasformando.
Il problema è capire se anche i lavoratori riescano a trasformare le proprie competenze alla stessa velocità

Purtroppo chi lavora solo seguendo procedure rischia di diventare superfluo. Chi invece sa adattarsi, reinterpretare e creare valore nuovo ha ancora spazio.
Ma questo richiede tempo. E supporto.

Secondo me il punto non è competere con l’IA, ma conviverci in modo intelligente.
Usarla come strumento, non come scorciatoia mentale.

L’IA può aiutarci a fare meglio ciò che già sappiamo fare, ma non può dirci cosa vale la pena creare.

Quello dobbiamo intuirlo noi!

Non so se la creatività basterà per tenersi stretto il proprio posto di lavoro, ma forse Bezos ha ragione: abbiamo ancora qualcosa che, almeno per ora, le IA non sanno replicare.

Grazie per aver letto il mio post.




ENGLISH VERSION

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Hi everyone, friends from Italy and Steemit!

Jeff Bezos says something interesting: in the age of artificial intelligence, the only truly irreplaceable thing is human creativity. (Source)

Machines are fast, precise, tireless.
They write texts, analyze data, optimize processes.
But imagining what doesn’t exist yet, connecting distant ideas, failing and trying again… that’s not something algorithms are good at.

It sounds reassuring.
And if it comes from someone who transformed Amazon by heavily investing in AI, he probably knows what he’s talking about.

Yet, while creativity is celebrated as a key value, big tech companies keep laying off highly skilled workers.

Because future innovation often requires short-term efficiency.
A fragile balance that will eventually come at a cost.

In recent years, AI hasn’t just supported human work: it has changed it at its core.
Many professions aren’t disappearing, that’s true, but they are being reshaped.
The real issue is whether workers can transform their skills just as quickly.

Those who only follow procedures risk becoming expendable.
Those who can adapt, reinterpret, and create new value still have room.
But that takes time. And support.

In my opinion, the point isn’t to compete with AI, but to learn how to live with it intelligently.
Use it as a tool, not as a mental shortcut.

AI can help us do better what we already know how to do,
but it can’t tell us what is truly worth creating.

That part is up to us.

I don’t know if creativity alone will be enough to keep our jobs,
but maybe Bezos is right: for now, we still have something AI can’t replicate.

Thanks for reading my post.




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molto bello questo post, ed è anche un post che ispira a tante riflessioni. nell’ambiente di lavoro, io uso strumenti di intelligenza artificiale da più di un anno, adesso farei veramente fatica a tornare indietro. Rimane comunque il fatto che questi strumenti non mi hanno sostituito ma hanno aumentato la mia professionalità. Credo che in futuro, ragionando su larga scala, comunque questi strumenti porteranno via posti di lavoro. La creativitá per ora rimane un esclusiva del genere umano

Grazie Stefano. Saranno sistemi sempre più efficienti in futuro, ma secondo me ci vorrà sempre un umano a controllare il lavoro delle IA. Certo si ridurranno i vecchi posti di lavoro, ma nasceranno nuove figure. Il problema sarà la tempistica: essere pronti il prima possibile a questo cambiamento.

Amico mio, il tuo è un lavoro di creatività tecnica, quindi per forza di cose non dovresti temere la sostituzione. Non saranno i tecnici e men che meno gli ingegneri a essere sostituiti, ma tutti gli intellettuali e gli artisti. Ora, con le orchestre per intero IA, andiamo a vedere se un concertista non è infuriato nero, subodorando che presto potrebbe finire cacciato dalla filarmonica di turno in favore di una macchina. A me è poi bastato il tenero Duolingo a rubarmi studenti...

Per quanto riguarda le traduzioni in lingua di manualistica tecnica, attualmente nessun software AI fornisce traduzioni certificate (a livello normativo accettabili solo da madrelingua). Quindi nell’ambiente tecnico, confermo, che non sono avvenute sostituzioni per i traduttori.

Nel caso dei traduttori a quei livelli (e men che meno i traduttori giurati) non si possono effettuare sostituzioni con le IA per forza di cose. Si può (e si fa) invece nel caso delle traduzioni non ufficiali, vale a dire a livello di GIG tipo richieste da Fiverr o Workana. Ma sembrerebbe che pure nel caso di traduzioni a livello un minimo più altino, come le editoriali (no, niente editrici di livello nè testate giornalistiche di livello o quantomeno non ancora), già in un'ottica di risparmio si guarda alle IA, mi pare. Perfino una quindicina di anni fa i traduttori umani richiedevano compensi letteralmente da fame (tra i 3 e i 4 cent a parola) per esserci in atto una sorta di gara al ribasso per accaparrarsi il cliente prima che questi si rivolgesse a un collega più a buon mercato. E già i traduttori lamentavano che (per forza di cose) si faceva impossibile campare per colpa di questa sorta di gara per sbaragliare la concorrenza. Ne era nato un gatto che si mordeva la coda, dato che i colleghi traduttori, a loro volta, giocavano ancor più a ribasso. Figuriamoci dunque oggi che ci sono di mezzo pure le IA. Pensiamo comunque innanzi tutto alle traduzioni che un tempo ti chiedeva un privato (quelle che alla nascita di Fiverr passavano per l'intermediario): circostanza ora pressochè inesistente. E i grafici pure si stanno lagnando dei software che gli rubano il lavoro. Tra poco lo faranno i concertisti e pure i pittori (AI-DA docet). Ora come ora, poi, c'è già il prototipo di psicologo IA (quello però lo vedrei come un vantaggio se si sta dall'altra parte della barricata, cioè dei pazienti). E nel caso degli insegnanti, già lo vedo sulla mia pelle, l'andazzo...

Thank you for appreciating my comment!

L'unico lavoro insostituibile temo sarà quello degli ingegneri dell'automazione che programmano i robot. Ma ora che pure qualsiasi artista e letterato si sta vedendo rubare il lavoro (basti pensare a intere orchestre composte da IA per interpretare Beethoven, Mozart, Mendelssohn, Bach...a chatGPT che si dà alla scrittura creativa e i cugini di chatGPT che montano audiolibri e già circolano nel tubo) continuo a vedere un futuro non esattamente roseo.

Già, sarà un percorso difficile e i governi non mi sembra se ne stiano preoccupando più di tanto. Come al solito affronteranno il problema quando sarà già tardi.

Ai governi, mediamente (eccezion fatta nei paesi virtuosi), non gliene può fregar di meno, tanto chi più chi meno ha già provveduto per sistemare le sue prossime sette generazioni di discendenti.

I think AI gave a boost to machine's capabilities. But, it is probably not very accurate to compare it outside of its field.

AI currently requires human supervision. The question is how efficient and autonomous they will become in the future.

Upvoted! Thank you for supporting witness @jswit.

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