CHIEDERE SACRIFICI
A seguito delle nuove iniziative del satrapo statunitense il governo cubano e' stato costretto, per la salvaguardia delle risorse energetiche, a mettere in piedi una serie di procedure che porteranno a chiedere ulteriori sacrifici alla gente cubana.
Per noi da questo lato del bloqueo e' semplice sventolare la bandierina e incitare Cuba a resistere, ma poi a resistere non siamo noi ma la sua gente.
Era gia' successo nel periodo especial ma allora c'erano due fattori a favore che oggi non ci sono.
Uno era Fidel, con tutto cio' che la sua presenza ed il suo esempio comportavano.
Non e' stato un presidente ma un Comandante en Jefe, la differenza fra le due cose e' enorme.
Un presidente e' un personaggio a cui e' stata conferita una carica a termine, un Comandante en Jefe era tale perche la gente lo aveva riconosciuto nel ruolo.
Era Fidel, punto.
Il secondo fattore era che il paese veniva da lustri piu' o meno buoni, mantenuto mani e piedi dall'Urss e dagli altri paesi del blocco socialista aveva una popolazione che viveva piu' che decorosamente, niente lussi particolari ma non mancava quasi nulla, col salario fino a meta' degli anni 80' si campava (come raccontano quelli che c'erano) gli elettrodomestici si acquistavano a plazo con lo stato e la vita scorreva tutto sommato accettabile.
Oggi si arriva da una pandemia, una sciagurata riunificazione monetaria, scandali e ruberie assortiti, una crescita draconiana dei prezzi, una inflazione alle stelle, una emigrazione massiva, la capitale sommersa dalla rumenta e una incazzatura da parte di chi resta senza precedenti.
Lo so che non ci sono alternative, ma chiedere ulteriori sacrifici in un contesto simile non e' come quando Fidel lo fece all'inizio degli anni 90'.
Sicuramente molta gente puo' essere portata a pensare che, tutto sommato, piuttosto che un presente fatto di rinunce, emergenze e sacrifici forse sarebbe meglio un futuro differente, in un contesto cambiato, con altre facce e altri slogan.
Lasciamo perdere come la pensiamo noi in materia, col culo al caldo diventiamo tutti filosofi, anche se al caldo il culo ce lo abbiamo messo con decenni di lavoro e nessuno ci ha regalato nulla.
Pero' penso al boss della mia famiglia di riferimento, che dopo 41 anni di lavoro con ruoli di responsabilita' prende una pensione con cui si acquistano 30 uova e un pomo di aceite da friggere.
Se non fosse per la figlia fuori dal paese non se la passerebbero benissimo da quelle parti.
L'epica del sacrificio permanente rischia di crollare se non e' sostenuta da un cambio reale, cioe' "Faccio sacrifici ok, ma vorrei che questi sacrifici portassero a qualcosa di piu' della mera sopravvivenza, che ci indirizzino verso un miglioramento della qualita' della vita".
Un presente complicato si accetta meglio se si ha davanti la prospettiva di un futuro migliore.
Aggiungo e concludo che i sacrifici si accettano meno malvolentieri se l'esempio viene dall'alto...come Fidel insegna.

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