COSA MANCA
"Non ci mancano l'energia ed il gas, ma i pretesti per tirare avanti. Ci manca il lavoro e la carriera, gli allucinogeni piu' potenti che esistono, allora ci gettiamo nell'amore per noia, nel sesso per disperazione, nella poesia per salvarci qualche pezzo di culo."
Questo brano e' in uno dei racconti contenuti nell'ultimo libro di Alessandro Zarlatti ; "Le ultime ceneri dell'Avana".
Ovviamente e' stato scritto mentre era a Cuba prima del suo rientro in Italia e del suo successivo ritorno all'Avana.
Mi ci ritrovo parecchio in queste frasi, non sempre accade con gli scritti di Zarlatti che a volte trovo un po' plumbei, anche se sono scritti benissimo.
Questa e' la ragione per cui non potrei mai trasferirmi in pianta stabile a Cuba, viverci.
Sto' piano piano, paulatinamente, allungando il mio periodo di permanenza sull'isola ma ci sono limiti oltre i quali so che non potrei andare.
Non e' tanto per la nostalgia dell'Italia o di chi ci vive, famiglia compresa, e' che mi mancherebbe qualcosa da fare, un lavoro, un attivita', dei progetti, delle montagne da scalare, vere o simboliche.
Da un paio d'anni riesco a vivere con 4 mesi di lavoro o poco piu', potrei in futuro arrivare a 6, spero di poter continuare ad essere operativo per parecchi anni ancora, di andare in pensione veramente non ho alcuna voglia.
Questa e' una cosa che fa la differenza, un lavoro che e' anche un progetto sottintende una montagna da scalare ed un traguardo da raggiungere, cosa che a Cuba, almeno per me, non esiste.
Quindi mi godo i giorni che passo sull'isola essendo pero' consapevole che non sono eterni, che quei giorni meravigliosamente uguali hanno una data di scadenza, un volo di ritorno da prendere.
Se avessi una attivita' a Cuba...chissa'...potrei pensarla diversamente perche' ci sarebbe un progetto anche la' a quel punto.
Ma cosa?
Lasciando perdere le menate burocratiche, noi italiani al massimo sappiamo mettere in piedi una trattoria o un ristorante ma io non conosco quel settore, non saprei come muovermi, so fare al massimo un piatto di pasta.
I miei settori sono il turismo e lo sport, lasciando stare lo sport, il lavoro nel turismo a Cuba puo' funzionare se operi per un tour operator esterno all'isola, con stipendio pagato nel tuo paese.
Temo di essere troppo vecchio per questo, non sarebbe saggio investire sul sottoscritto per un'azienda che si occupa di quel settore.
Quindi le mie battaglie le combatto quando sono in Italia, il mio lavoro si svolge in luoghi che sono fisicamente in Italia ma sono assolutamente internazionali, sia come lingua che come dinamiche di lavoro.
Quindi capisco cosa vuole dire Zarlatti.
A Cuba come ho gia' scritto, si vive dell'oggi, quasi mai del domani, perche' domani se da un lato sara' uguale ad oggi dall'altro puo' portare dei cambiamenti.
Quindi il fatto di pensare di lavorare a Cuba non se ne parla alle attuali condizioni ma, sempre come diceva quel vecchi capo villaggio; "Le cose degli uomini durano il tempo che ci mettiamo a scriverle".
Quindi chissa' cosa succedera' in futuro.

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