FILIERA CORTA
In Italia vivo in una zona pedemontana, circa a 1000 metri di altezza.
Piu' in basso ci sono molte coltivazioni, la maggior parte di frutta, verdura, uova e formaggi che consumo li acquisto dalle massaie rurali.
E' gente che ha terre, le coltiva, mentre la moglie ha un piccolo chiosco in casa, o un banchetto fisso in paese, marito, suocero e figli lavorano i campi che producono tutto cio' che lei vende.
I prezzi sono allineati con quelli della grande distribuzione ma almeno sai che mangi roba sana, tirata su senza pesticidi o altre merde simili.
Perche' a Cuba non sarebbe possibile una filiera corta?
Voglio dire avere qualcuno che coltiva e qualcun'altro, sempre della famiglia, che vende i frutti della terra?
So che gia' in diversi casi avviene, ma il paese e' pieno di terre incolte, il tutto potrebbe essere implementato alla massima potenza.
Lo so...il problema e' che la terra e' bassa e la schiena va piegata...lo so...
Altro problema potrebbe essere la carenza di mezzi meccanici moderni.
Vedo dalle mie parti in Piemonte ragazzi giovani che si dedicano all'agricoltura, lo fanno con sotto il culo trattori, trebbiatrici ed altre macchine agricole moderne, che a Cuba scarseggiano.
Arare come Cincinnato con l'aratro tirato dai buoi non e' semplicissimo e sopratutto siamo nel 2026.
Quindi le terre da coltivare sull'isola ci sono, il clima consente di tutto, ma quello che manca sono i macchinari adatti ed anche la possibilita' di guadagnare sciolti dai laccioli statali.
Conosco al campo gente che ha mucche ed altri animali, in realta' sono dello stato, chi li alleva ha una margine di guadagno minimo, quando lo stato decide di "riscattare" la vacca la paga pochissimo, una cifra che assolutamente non ripaga il mandriano del lavoro svolto.
Se la vacca fosse sua potrebbe vendere il latte, il formaggio e derivati pagando le sue brave tasse allo stato.
Chiedetevi perche' la gente non si dedichi piu' ad avere un business con lo stato per quanto riguarda il settore porcino.
Lo stato non ti da' piu' il mangiare per gli animali e poi ti paga il maiale 4 soldi.
Non e' che uno si dedichi all'agricoltura perche' gli piace, a nessuno suppongo piaccia alzarsi all'alba o spargere il letame, se c'e' un guadagno che consente di vivere allora va bene, altrimenti le terre si lasciano spoglie.
Lo stato si tolga di mezzo e lasci fare ai privati.
C'e' poi l'altro discorso che faccio da anni, se la gente che ha un patio si decidesse a piantare qualche pomodoro, dell'insalata, zucca, cavoli ed altro sarebbe gia' un bell'aiuto al bilancio famigliare, c'e' pero' sempre il solito problema che la terra...e' bassa.
Da noi in Piemonte i comuni danno lotti di terra piccolini a pensionati che li mettono a posto, ci piantano di tutto e non spendono piu' un euro per la verdura da consumare a tavola.
Quindi nel primo caso sarebbe lo stato che dovrebbe agevolare e implementare, grazie ai privati, l'agricoltura del paese e dall'altro dovrebbe essere la gente, invece di lamentarsi che la verdura e' cara, a tirarsi su le maniche per risolvere, almeno in parte, i propri problemi economici.
