I CONTI SENZA L'OSTE
C'e' il piano di pace di Trump
C'e' quello del pagliaccio ucraino
C'e' quello della unione europea
C'e' quello dei volenterosi
C'e' quello del pagliaccio con l'unione europea
C'e' quello di Trump col pagliaccio
C'e' quello di Minsk
C'e' la soluzione coreana
C'e' quella finlandese.
Manca sempre e solo un protagonista.
La Russia.
L'andamento della guerra (che la Russia combatte con le mani che da sola si e' legata dietro alla schiena) e' chiaro, basta che non leggiate le cazzate dei nostri media, cerchiate siti seri e capirete come stanno le cose.
Ogni giorno la Russia e' piu' grande e l'Ucraina piu' piccola.
I territori che Kiev non vuole mollare (il 15% circa del Donetsk) la Russia se li prendera' sul campo, se non oggi domani o dopodomani.
La cosa divertente (in mezzo ad una tragedia) e' che chi perde, Ucraina, Unione Europea e in parte gli Usa, vogliono stabilire come deve essere il negoziato di pace.
E' un po' come se Hitler, mentre il suo bunker era circondato dall'Armata Rossa, avesse chiamato Stalin per dettare le condizioni della resa.
Putin e Lavrov hanno detto che non ci sara' nessuna tregua natalizia, nessun armistizio ma solo la pace che vorranno loro, i vincitori.
Le 4 regioni, la Crimea, zone demilitarizzate ai confini, l'Ucraina fuori dalla Nato e forse dall'Ue e un esercito ucraino che non sfori certi numeri.
Io non ci credo che la Russia rinunci ad Odessa, citta' russa in parte costruita da italiani.
Si possono fare mille piani di pace, ma se chi vince non li prende neanche in considerazione allora il conflitto continua.
Fino all'ultimo ucraino.
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