Carezze

in Italy16 hours ago

L’aria di Roma, in quell’ora sospesa tra il tramonto e l’abbraccio della notte, profumava di pioggia recente e di una storia millenaria che non ha mai fretta di concludersi. Davanti a me si apriva un’arcata maestosa e solenne, un portale di pietra levigata dal tempo che sembrava custodire un segreto geloso e abbagliante.
​Oltre quel confine di marmo pallido, lo sguardo veniva rapito da una fuga di archi sinuosi e ritmici, una danza architettonica che guidava l’anima verso un cuore di luce vibrante. Al centro di quella prospettiva ipnotica, sospesa come una stella solitaria e dorata, una lanterna imponente spandeva un chiarore morbido, ambrato, che accarezzava le pareti con la delicatezza di un sospiro innamorato.
​E lì, nel fulcro di quel tempio silenzioso, sorgeva lei: una scultura oscura, tormentata e sublime. Un groviglio erotico di forme bronzee che parevano lottare e amarsi sotto un getto di luce scenografica. Era un’esplosione dinamica di muscoli e desiderio, un istante di passione eterna cristallizzato in una materia fredda che, sotto quel riflesso incandescente, sembrava pulsare di una vita segreta.
​Il pavimento, una distesa lucida e riflettente, trasformava ogni passo in un’eco ovattata. Le geometrie rigorose delle tarsie marmoree diventavano uno specchio liquido, dove l’oro della lanterna e l’ombra misteriosa della statua si fondevano in un abbraccio visivo senza fine.
​Restai immobile, avvolto da quell'atmosfera raffinata e malinconica, sentendo che in quel cortile nascosto, lontano dal clamore caotico del mondo esterno, la bellezza non era solo un concetto estetico, ma una presenza viva, palpabile, assoluta. Era il luogo dove i sogni dimenticati tornavano a respirare, sotto lo sguardo immobile di un’arte che non conosce tramonto.

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foto di mia proprietà scattata con telefono

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