Allora, svegliati!

John Elkann, International Students’ Committee, CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons
Ci eravamo lasciati 24 ore fa con la clamorosa proposta d'acquisto inviata da Tether ai vertici della Juventus, relativa al pacchetto di maggioranza della società, detenuto dalla holding Exor, in mano alla famiglia Agnelli/Elkann.
Nel post in questione avevamo sottolineato come il tutto avesse preso le sembianze di un evento epocale, senza precedenti negli oltre cento anni di presidenza Agnelli alla guida della Vecchia Signora, ma che le reali chances di essere accolta delle proposta lanciata dal duo Arduino-Devasini fossero in realtà molto basse.
L'offerta avanzata, di poco superiore al miliardo di euro, era apparsa infatti da subito molto bassa per una società come quella bianconera che può contare, oltre che sulla storia e sul bacino di tifosi più ampio d'Italia, anche su diverse proprietà immobiliari, come stadio, museo, centro sportivo, hotel, clinica medica e centro commerciale.

L'Allianz Stadium, forzaq8 from kuwait, kuwait, CC BY 2.0, da Wikimedia Commons
E così, come ampiamente preventivato, l'azionista di maggioranza ha rimandato ieri stesso indietro la proposta, attraverso un video messaggio dai toni piuttosto decisi, affidati alla voce e alla faccia dello stesso John Elkann, la cui chiusura suonava pressappoco così:
La nostra storia e i nostri valori non sono in vendita!
Tradotto in parole povere, la Juventus è un giocattolo della famiglia Agnelli da oltre un secolo. Una passione, una promessa che si tramanda da padre in figlio, da nonno a nipote e questa cosa non potrà mai cambiare.
Game over quindi non solo per i vertici di Tether, che stavano già studiando la seconda offerta (probabilmente raddoppiata) da presentare a stretto giro di posta sui tavoli della Exor, ma anche per tutti quei tifosi juventini che in Tether vedevano un barlume di speranza in questi tempi di confusione.

Paolo Ardoino, Gage Skidmore, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Tifosi che, tuttavia, ieri sono rimasti in buona parte favorevolmente impressionati dalle parole di Elkann e dall'attaccamento mostrato dalla proprietà nei confronti della società bianconera, un unicum praticamente impossibile da riscontrare in altre piazze nel calcio moderno.
Lo stesso allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, così come vecchie glorie bianconere, del calibro di Platini o Del Piero, hanno accolto in maniera estremante positiva la notizia, sottolineando una volta in più il seguente aspetto: mentre altrove le proprietà si sono succedute alla velocità della luce, lasciando il posto (spesso dopo fallimenti) ad anonimi fondi di investimento, a Torino si vive il calcio ancora alla vecchia maniera.
Un vantaggio sulla carta enorme rispetto alla concorrenza, ma che in realtà si è perso tutte le volte che la gestione societaria è stata lasciata in mano a John Elkann, autore di scelte incomprensibili (e spesso addirittura imbarazzanti) sulle strategie politiche del club nonché sugli uomini a cui affidare la gestione tecnica.
A questo punto sembrerebbe difficile che Tether possa, almeno a breve, presentare una nuova offerta. Tuttavia chi conosce bene Paolo Ardoino sospetta che la scalata del suo gruppo alla Juventus sia in realtà solo rinviata.
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