Da oggi nel pubblico dominio c'è una grande star

in Italy3 hours ago

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Uncredited, Public domain, da Wikimedia Commons

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Quella che vedete a sinistra dell'immagine di copertina è la cantante statunitense Helen Kane, molto popolare in patria verso il finire degli anni '30 dello scorso secolo. Oltre alla carriera nella musica sviluppò parallelamente quella cinematografica, arrivando a recitare in sette pellicole diverse tra il 1929 e il 1931.

Un'artista straordinaria che tuttavia, proprio all'apice del successo, compì un errore fatale per la sua carriera: fare causa alla Fleischer Studios, la casa di produzione che, proprio in quegli anni, aveva lanciato il celebre personaggio animato di Betty Boop.

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Helen Kane, Photoplay Magazine, Public domain, via Wikimedia Commons

Secondo la Kane infatti, Betty Boop altro non rappresentava che una sua irriverente caricatura. Gli abiti, le movenze, lo stile nel parlare e addirittura alcune canzoni, ricantate con interpretazione simile dal personaggio animato, le stavano causando un danno d'immagine, quantificato in ben un quarto di milione di dollari, cifra astronomica per l'epoca.

Tuttavia, a discapito delle testimonianze raccolte a favore della donna, la Fleischer Studios vinse la causa, decretando nello stesso momento due cose: una condanna all'oblio per la Kane e l'ascesa della popolarità del personaggio animato.

Forse non tutti sanno che la prima versione di Betty Boop, entrata nel pubblico dominio a partire da oggi, 1 gennaio 2026, era sensibilmente diversa da quella che l'ha resa nota. Chiamata all'inizio semplicemente con il nome generico di Jazz Singer, poi adattato in Nanny McGrew, Betty Boop era rappresentata come una sorta di barboncina antropomorfa.

Dopo le graduali trasformazioni, che la resero definitivamente una donna, arrivò all'apice della celebrità a metà degli anni 30, quando oltre a diversi cortometraggi animati divenne la star anche di una striscia di fumetti quotidiana.

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Il logo dei Fleischer Studios, Fleischer Studios, Public domain, via Wikimedia Commons

Il suo personaggio rappresentò una vera e propria rottura con gli schemi dell'epoca. Fino a quel momento i cartoni animati erano piuttosto stereotipati, composti perlopiù da disegni di animali parlanti destinati ad un pubblico di bambini.

Con Betty Boop lo schema cambiò radicalmente, strizzando l'occhio ad una platea più adulta. Le movenze della simpatica cantante, il suo look, le forme pronunciate e il linguaggio risultavano più trasgressivi e per la prima volta privi dell'innocenza tipica dei cartoni animati.

Alcuni cortometraggi vennero considerati dei piccoli capolavori, ma il successo di Betty Boop durò meno di un decennio.

Le proteste della parte più conservatrice della popolazione indussero a stringere le maglie della censura, i suoi abiti divennero più castigati, le movenze meno provocanti e il linguaggio si spoglio di tutte le allusioni e i doppi sensi che avevano caratterizzato il personaggio.

In altre parole, rientrando nei canoni dell'ordinario, Betty Boop era diventata un qualcosa di diverso, una versione sciapa di sé stessa, un personaggio meno trasgressivo e intrigante e di conseguenza non più interessante né per i bambini né per gli adulti.

L'ultimo cartone animato che la vide protagonista fu girato nel 1939. Da quel momento in poi, periodicamente, si sono registrati tentativi di riportare in auge il personaggio, senza tuttavia riscuotere molto successo.

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