Juve-Tether, forza sogno!

Immagine realizzata con Leonardo.ai
Comunque vada a finire questa vicenda, la notizia rilanciata ieri da tutti i principali organi di stampa, sportivi e non, è destinata a rimanere alla storia: per la prima volta in oltre un secolo, ovvero da quando è diventata proprietà della famiglia Agnelli/Elkann, la Juventus ha ricevuto una proposta ufficiale d'acquisto da un soggetto terzo.
E' successo ieri, quando Tether, la nota holding proprietaria della stablecoin Tether USDT, la terza criptovaluta più diffusa al mondo, ha deciso di rendere nota una proposta pubblica d'acquisto della società bianconera, ad oggi controllata per circa il 65% delle quote dalla Exor.
Per acquistare il pacchetto di maggioranza e portare così la propria partecipazione societaria a superare il 75% (oggi Tether detiene circa l'11% delle quote bianconere), sul piatto sono stati messi circa 1,1 miliardi di euro, conditi dalla promessa di investimenti futuri per circa un ulteriore miliardo, al fine di rinforzare la squadra e l'asset Juventus in generale.

Una vista dell'Allianz Stadium, Wackotaku, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Al momento l'orientamento dell'attuale proprietà sembra quello di rispedire al mittente la proposta, valutata troppo bassa rispetto al valore del brand, dei beni di proprietà (Allianz Stadium, JMedical, centro commerciale, centro sportivo e JHotel) e delle prospettive future di crescita, ma quel che appare certo è che la storia bianconera sarà d'ora in avanti divisa tra prima e dopo questa proposta.
Una mossa inaspettata, all'apparenza poco sensata ma valutata dagli esperti di finanza come perfetta all'interno della strategia di acquisto di una società così grande. Intanto la prima offerta, che lo stesso Paolo Ardoino (CEO di Tether e grande tifoso bianconero) sa bene essere insufficiente, porta con sé un gran pregio, cominciare a smuovere l'opinione pubblica dei tifosi.
Oltre chi vi scrive infatti, è probabile che un altro 70-80% (stime prudenti) di colleghi tifosi della Juventus non solo accetterebbe di buon grado un cambio ai vertici societari, ma addirittura ne sarebbe entusiasta, ritenendo ormai insopportabile e deficitaria la gestione Elkann sia sotto il punto di vista sportivo che "politico".

John Elkann, Universitätsarchiv St.Gallen | HSGN 028/01930 | CC-BY-SA 4.0, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons
Ardoino, da grande stratega e uomo d'affari qual è, ha compreso immediatamente su quali tasti fare leva, parlando alla pancia dei tifosi. Lo slogan "Make Juventus Great Again", insieme alla promessa di investimenti miliardari nel club, assumono così la sembianza di bombe nucleari di ottimismo, lanciate nel mezzo di una ambiente ormai votato quasi alla rassegnazione.
Tether è oggi per il tifoso juventino una fiammella, forse sarebbe meglio dire una fiaccola di speranza, la classica luce in fondo al tunnel che da ormai troppo tempo viene sistematicamente spenta dalle scelte di Elkann pochi minuti dopo essere stata intravista.
Il patrimonio globale di Tether è pari a circa 181 miliardi di dollari, investiti principalmente in titoli di Stato USA, oro e Bitcoin, a copertura dei 174 destinati a pareggiare il valore degli USDT in circolazione. I circa 7 miliardi di eccedenza sono invece destinati a progetti di espansione, tra i quali proprio lo sport sembra assumere un ruolo importante.

Paolo Ardoino,Gage Skidmore, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Insomma, al di là delle valutazioni recenti di S&P, che hanno giudicato eccessiva e rischiosa l'esposizione di Tether in asset dalla grande volatilità, come Bitcoin, un eventuale cambio sembrerebbe non minare la storica solidità finanziaria del club, anzi potrebbe aprire a breve interessanti scenari di rilancio.
Da parte sua Elkann ha sempre dichiarato di considerare la Juventus un gioiello di famiglia, con la quale esiste un legame sentimentale ultracentenario non modificabile, ma la recente ristrutturazione del gruppo Exor, che deciso di disfarsi di asset come Iveco e Gedi, lascia supporre che in realtà ai piani alti si stia solo aspettando l'offerta giusta.
E in tal senso, voci di corridoio parlano di una nuova offerta di Tether in arrivo a giorni, dal valore praticamente raddoppiato (circa due miliardi di euro), ma attenzione perché altri gruppi che in precedenza avevano mostrato il loro interesse verso il mondo Juventus, come il Public Investment Found saudita o la stessa Amazon di Jeff Bezos potrebbero decidere di unirsi alla cordata e aumentare il valore sul piatto.
Ora Elkann deve decidere, tenere il giocattolo o venderlo. In ogni caso nulla sarà come prima e se vuole disfarsi della pressione dei tifosi, che presto in caso di non vittoria potrebbe diventare insopportabile, ha solo una strada davanti a sé: riportare la Juventus ai vertici.
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Tra i 3, io tifo per Tether.🤭 Però anche pensare che Ardoino si sarebbe accontentato di un 11%... ma chi se l'è bevuta.
Di sicuro anche io 😄, anche perché a parte il fatto che Tether ha la sede ad El Salvador sarebbe l'unica soluzione che permetterebbe di mantenere una proprietà italiana.
Ieri Elkann ha rispedito al mittente la proposta in maniera piuttosto netta, ma non credo Ardoino molli l'osso facilmente, come dici giustamente tu il rastrellamento iniziale delle quote era evidentemente propedeutico ad una mossa successiva...