La Turchia ha conquistato anche te?

Immagine realizzata con Leonardo.ai
Negli ultimi anni, soprattutto in Europa ma anche in altre parti del mondo, è esploso il fenomeno delle Serie TV provenienti dalla Turchia. Se una volta eravamo abituati a seguire soltanto fiction di impronta americana, britannica o al massimo nostrana, spesso trainate dalla partecipazione di qualche attore famoso o da budget milionari, oggi questo scenario è drasticamente cambiato.
Gli Stati Uniti continuano a detenere il primato di primi produttori di Serie TV al mondo, ma la Turchia sta rapidamente scalando le posizioni e già oggi si colloca al terzo posto, insidiando da vicino la seconda piazza, detenuta proprio dai sudditi di Re Carlo.
È un risultato sorprendente ed inimmaginabile nello scorso millennio, se si pensa che fino a vent’anni fa il mercato televisivo turco era considerato quasi esclusivamente domestico, con prodotti pensati per un pubblico interno e di conseguenza difficilmente esportabili.

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Una serie di fattori concomitanti ha infatti fatto in modo che la popolarità delle Dizi (nome turco per indicare le Serie TV) aumentasse anno dopo anno. Le vicende trattate spesso riguardano amori romantici, puri, quasi fanciulleschi, sebbene non manchino mai le complicazioni e le peripezie.
A questo si aggiunge il richiamo alla tradizione culturale turca, forte in alcuni casi, ma non così tanto da lasciar percepire differenze significative o incompatibilità con lo stile di vita occidentale. Sempre più frequente è infatti l'introduzione di elementi di modernità, come famiglie patriarcali, valori comunitari, ma anche emancipazione femminile e conflitti generazionali.

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L’ambientazione è solitamente quella di una Istanbul quasi utopica, dove i protagonisti conducono le proprie vite all’insegna del divertimento, dell’amicizia e dei valori, riportando i meno giovani indietro nel tempo, all'Italia (e all'Europa in generale) degli anni ’70 e ’80. Non mancano però scenari rurali o brevi avventure nei villaggi anatolici, che aggiungono quel tocco di fascino esotico e di tradizioni popolari utile ad aumentare il coinvolgimento.
Il pubblico si affeziona così ai personaggi e ai luoghi, ricreando l’effetto telenovelas sudamericane dello scorso secolo. Il prodotto finale risulta quasi sempre di buona qualità, nonché di costo infinitamente inferiore a quelli provenienti da altre parti del mondo, favorendone una rapida commercializzazione.
Non è un caso che piattaforme come Netflix o Prime Video abbiano iniziato a inserire le Dizi in pianta stabile nei propri cataloghi, rendendole accessibili a un pubblico globale e contribuendo a trasformarle in fenomeno culturale.

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Insomma, il terzo ventennio degli anni 2000 probabilmente passerà alla storia proprio come quello dell’esplosione delle Serie TV turche, la cui rapida diffusione è dovuta anche al passaparola di milioni di spettatori affascinati.
Alcuni titoli, come Terra Amara (Bir Zamanlar Çukurova) o Endless Love (Kara Sevda), hanno raggiunto ascolti record in Italia e in Spagna, dimostrando che il fascino delle storie turche ha ormai fatto breccia in maniera definitova anche nel cuore del pubblico europeo.
Tuttavia non tutto al loro interno è curato proprio nei minimi dettagli. Spesso gli sceneggiatori, probabilmente non avendo sempre chiaro per quanto tempo ancora la serie dovrà andare avanti, danno l'idea di navigare a vista, con l'apertura di sotto-trame casuali volte ad allungare il brodo.
Le prime venti o trenta puntate nascono così quasi perfette, sotto il punto di vista del ritmo, della caratterizzazione dei personaggi e della narrazione, ma più la serie va avanti più sembra che il fine non sia tanto raccontare una storia quanto sfruttare l'onda del successo iniziale.
Nascono così buchi di trama, situazioni mai spiegate del tutto, personaggi che appaiono all'improvviso, con ruoli anche abbastanza centrali, ma che altrettanto improvvisamente scompaiono, oltre a scene che sfidano ogni sospensione dell'incredulità.
E voi, vi ritrovate nelle considerazioni esposte qui sopra? Avete mai guardato una Serie TV turca? Qual è la vostra preferita?
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Risposta breve: no🤣
Risposta semibreve (o semilunga, a seconda di chi vede il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto🤣🤣): solitamente, tranne poche eccezioni, tranne poche eccezioni, considero le serie, le telenovelas e le soap operas le telenovelas e le soap operas (e la TV in generale) un'immensa perdita di tempo che potrebbe essere utilizzato in maniera più furba🤣🤣🤣
Divina Commedia: per puro caso, di tal fenomeno sono venuta a conoscenza per interposti canali, bazzicando per il tubo e altri lidi in cui tenermi informata riguardo ai fenomeni sociali del terzo millennio al di là delle luse lande🤣. Sarò allora la solita sospettosa, ma sono anni, anni e anni che la Turchia vuole entrare in UE senza contare sui minimi requisiti civili e politici (è una dittatura e la mal supposta emancipazione femminile temo sia retaggio delle classi sociali alte e magari oggi come oggi, con un poco di fortuna, della classe media, ma giù di lì ne avevo sentite di ogni colore e la mia fonte di informazioni è inappellabile quanto a veridicità, trattandosi di una coppia di missionari che nelle zone disagiate turche ci hanno vissuto appunto per portare avanti la loro missione di evangelizzazione delle aree). Conseguentemente, non mi stupirebbe affatto che si aggrappino al settore mediatico per divulgare un'immagine della cultura del paese che da settoriale viene percepita globale grazie alla moltitudine di teledipendenti che si lasciano abbagliare dallo splendore degli attori locali. Vogliamo vedere che se finalmente la Turchia dovesse riuscire nell'intento di entrare in UE lo dovrà al potere mediatico anzichè politico? Ad maiora...🤣🤣🤣🤣
Hai centrato il punto... Stanno puntando molto sulle Serie TV per restituire un'immagine europeizzata e moderna della società turca. Che se può corrispondere in buona sostanza quasi a verità per le grandi città come Istanbul o Ankara o per le più turistiche Antalya e Smirne, di certo lo è meno per la parte più orientale e rurale, dove sopravvivono e imperano ancora vecchie concezioni.
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