Un altro record del tennis azzurro
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Lorenzo Musetti, aarublevnews from UK, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Solo un paio di giorni fa su queste colonne abbiamo parlato dello storico sorpasso del tennis italiano sul calcio, con quest'ultimo per la prima volta nella storia della Repubblica relegato al ruolo di secondo sport nazionale.
Ci siamo dilungati a snocciolare gli eccellenti risultati della FederTennis azzurra, capace di superare e distanziare di parecchio la FIGC in quanto a ricavi annuali, per di più con ulteriori prospettive di crescita nell'anno corrente.
L'eccellente amministrazione di Angelo Binaghi ha compiuto il percorso opposto di quella con a capo Gabriele Gravina: se il secondo è riuscito nell'impresa di distruggere una tradizione centenaria, annullando ogni credibilità del movimento calcistico italiano, il suo decisamente più oculato collega ha invece raccolto i cocci di una situazione marginale, trasformandola in oro colato.
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A sinistra, Angelo Binaghi, a colloquio con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Quirinale.it, Attribution, da Wikimedia Commons
Oltre agli incredibili risultati di Jannik Sinner e alle tre Coppe Davis consecutive vinte dall'Italia, ormai indiscussa regina del tennis mondiale, il nostro movimento tennistico ha da questa mattina stabilito un nuovo record: mai prima di oggi avevamo potuto contare su due giocatori tra i primi cinque del mondo.
L'exploit è stato possibile grazie alla vittoria in tre set di Lorenzo Musetti sul russo Andrey Rublev, nella semifinale dell'ATP 250 di Hong Kong, giunta nelle ultime ore come ciliegina sulla torta di un percorso di crescita straordinario.
Prima ancora di sapere se Musetti porterà a casa il torneo (in finale se la dovrà vedere verosimilmente con il kazako Bublik) esiste già un certezza sulla sua classifica, che da lunedì lo vedrà occupare la posizione numero cinque del ranking ATP.
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Alexander Bublik, Hameltion, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons
I primi due tennisti del mondo, Carlos Alcaraz e il già citato Jannik Sinner, non sono al momento alla portata del carrarino, ma qualora Musetti dovesse ripetere l'annata straordinaria appena vissuta, non è escluso che si possa puntare addirittura al quarto posto di Novak Djokovic (ormai in via di prepensionamento) o addirittura al terzo, attualmente occupato dal tedesco Zverev.
Di certo, comunque vadano le cose, siamo di fronte all'ennesimo "miracolo sportivo" del tennis italiano, che è riuscito in appena quattro anni a catapultare alla fama mondiale un ragazzo che doveva ancora dare gli esami di maturità e che accettava i passaggi dei colleghi più ricchi e famosi sui propri jet privati per partecipare ai tornei.
Ventidue, ventitré e ventiquattro. Non sono i numeri dell'ultima estrazione del Lotto, ma le età rispettivamente di Carlos Alcaraz, Lorenzo Musetti e Jannik Sinner, il trio destinato con ogni probabilità a dominare la scena del tennis mondiale nei prossimi dieci anni.
Due di loro sono italiani e se consideriamo che fino a poco tempo fa ci esaltavamo per il numero 18 raggiunto dai vari Cané, Camporese o Caratti, il percorso compiuto non può che essere considerato straordinario.
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