Berlusconi porterà il Monza ai fasti del Milan? [#steemexclusive - #multilanguage]
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Sul finire della stagione 1985/86, Silvio Berlusconi rilevò la presidenza del Milan dall'imprenditore Giuseppe Farina. La società era sull'orlo della bancarotta, per i debiti accumulati e per i guai fiscali scoperti dalla Guardia di Finanza e al proprietario del colosso Fininvest, terza azienda italiana dell'epoca, dopo Fiat e Montedison, toccò scucire di tasca propria diversi miliardi di lire per ripianare il rosso della società e ripartire da zero.
Indipendentemente dall'origine piuttosto chiacchierata dei capitali che hanno permesso a Silvio Berlusconi di costruire il proprio impero personale, gli almanacchi di storia calcistica ci raccontano di come il nuovo management della società, con Adriano Galliani nel ruolo di Amministratore Delegato e Ariedo Braida in quello di Direttore Sportivo, sia riuscito nel giro di appena un paio di anni a trasformare una realtà data per spacciata in uno dei club più forti e vincenti a livello mondiale.
Di certo si trattava un calcio profondamente diverso da quello che conosciamo adesso, privo ad esempio delle regole del fair play finanziario: chi aveva i soldi li spendeva e il Cavaliere riempì la squadra di campioni, arrivando a portare per primo in Italia il concetto di "doppia squadra", dove agli undici titolari corrispondevano altrettante riserve di valore simile e perfettamente intercambiabili negli schemi di gioco.
Il Milan dell'epopea Berlusconi ha vinto tutto, in Italia, in Europa e nel Mondo, acquisendo un orgogliosamente sbandierato status di club dal "DNA europeo", che la società campione d'Italia rivendica tutt'oggi nonostante i risultati piuttosto deludenti nelle competizioni continentali perdurino ormai da quindici anni. Tuttavia, ogni storia, anche la più bella, deve vedere prima o poi la propria conclusione e dopo una telenovela durata due anni, nella primavera del 2017 Berlusconi cede il Milan al misterioso cinese Li Yonghong.
I motivi per cui l'ex Presidente del Consiglio si sia liberato della propria creatura dopo trentun anni, rimangono ad oggi motivo di dibattito. A chi asserisce che vadano ricercati principalmente nelle ingenti perdite che l'accoppiata Milan-Mediaset Premium apportava costantemente ai bilanci Fininvest, si contrappone il filone di pensiero che vede un Berlusconi stremato, dopo le ultime vicende politiche e giudiziarie, e non più interessato a spendere ulteriori energie nel calcio.
Tuttavia, una passione è tale proprio perché nasce da dentro e sebbene in alcuni momenti possa essere messa a freno, la stessa rimane destinata a spuntare fuori prima o poi con grande veemenza. Un anno e mezzo dopo, il presidente del Gruppo Fininvest decide di rientrare nel mondo del pallone italiano dalla porta di servizio, acquistando il Monza, club che allora navigava in maniera anonima nel campionato di Serie C.
Il Cavaliere chiama al suo fianco l'amico di sempre, Adriano Galliani e fa al popolo brianzolo una semplice promessa, quella di riportare il club in Serie A nel giro di pochi anni. Il resto è storia recente: il Monza, battendo il Pisa nella finale play-off della Serie B dello scorso 29 maggio, ha ottenuto l'ultimo posto libero per la promozione e da agosto disputerà di conseguenza il primo campionato di Serie A della propria storia.

Photo by Nehme1499, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Contrariamente a ciò che si poteva pensare inizialmente, Silvio Berlusconi è riuscito nuovamente a scrivere la storia di un club calcistico italiano, ma la domanda che tutti gli appassionati si pongono in questo momento è: fino a dove potrà arrivare il Monza? E' possibile che, con i giusti investimenti, il club lombardo riesca in qualche modo a ripetere l'epopea vissuta dal Milan?
La squadra ha già avviato un'ottima campagna di rafforzamento, che dovrebbe far sbarcare in Brianza nelle prossime ore il difensore Andrea Carboni, e l'esperto centrocampista, ex-Inter, Stefano Sensi. I sogni di Adriano Galliani si chiamano tuttavia Nicolò Casale, per il quale è già sul piatto un'offerta di una decina di milioni recapitata al Verona, e soprattutto Mauro Icardi, attaccante argentino ormai ai margini del progetto Paris Saint Germain e che potrebbe anche decidere di cedere alla nostalgia dell'Italia, tornando in prestito.
Se le previsioni della vigilia verranno confermate, Il Monza con buona probabilità otterrà nel prossimo campionato una salvezza tranquilla e, chissà, in un paio di stagioni potrebbe anche dire la sua nella lotta per l'Europa League, anche se difficilmente riuscirà ad andare oltre. Per puntare ai traguardi grandi servirebbe innanzitutto uno stadio più capiente e un entusiasmo ancora maggiore rispetto a quello generato nel quadriennio della nuova proprietà.
Ad oggi sognare di ripetere i successi del Milan targato Berlusconi-Galliani sembra impossibile, ma quanti dei tifosi rossoneri avrebbero immaginato sotto la presidenza Farina di arrivare a vincere cinque Champions League in pochi anni?











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