Carte sul tavolo [#steemexclusive]

Miniatura realizzata sul sito www.canva.com
Logo Coppa Italia, Public domain, via Wikimedia Commons
Juan Cuadrado, photo by Антон Зайцев, CC BY-SA 3.0 GFDL, via Wikimedia Commons
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Al centoquarantesimo posto della classifica dei più bei film di tutti i tempi, stilata dalla rivista Empire, troviamo una pellicola del 1997, diretta dal regista statunitense James L. Brooks e interpretata magistralmente da due straordinari attori, come Jack Nicholson ed Hellen Hunt. Al suo interno vengono narrate le vicende del protagonista, Melvin, scrittore di mezza età affetto da disturbo ossessivo-compulsivo, nonché inguaribile odiatore seriale.
Il suo appare un caso disperato di misantropia generalizzata, almeno fin quando alcuni eventi non lo portano a conoscere meglio Carol, la cameriera che ogni giorno gli serve il pranzo nel locale in cui è solito recarsi e della quale finirà per innamorarsi, cambiando a poco a poco la propria visone distorta della vita. Il titolo italiano del film è molto semplice ma particolarmente significativo: "Qualcosa è cambiato".
Non credo che la versione della Juventus comparsa ieri sera davanti ai cinquemila spettatori dell'Allianz Stadium, accorsi all'impianto torinese per assistere agli ottavi di finale di Coppa Italia, possa essere parimenti collocata in una delle posizioni nobili della storia bianconera, ma indubbiamente, da un paio di settimane a questa parte, attorno alla banda diretta da Acciughina Max Allegri aleggia un'aria più frizzante e positiva.
Nessuna illusione, né facili trionfalismi, sono ammessi dopo la larga vittoria (4-1) ottenuta sulla Sampdoria: la gara di domenica prossima con il Milan ci dirà se effettivamente la Vecchia Signora potrà ergersi un po' più a protagonista di questa seconda parte di stagione, ma nel frattempo appare ugualmente difficile non notare come qualcosa, almeno a livello fisico e di atteggiamento, sia davvero cambiato.
Innanzitutto la squadra, che prima veniva surclassata fisicamente più o meno da ogni avversario, adesso corre e rincorre, facendo del pressing alto e asfissiante uno dei propri punti di forza. Questa sensazione di benessere a livello atletico porta con ogni probabilità i giocatori a sentirsi più in fiducia e di conseguenza ad abbandonare quell'atteggiamento rinunciatario visto per tutta la prima metà della stagione.
Le giocate il più delle volte riescono, le idee, anche in attacco, sembrano maggiormente chiare e la circolazione della palla migliorata. Nei novanta minuti di ieri, per quanto il livello dell'avversario non fosse eccelso (per di più la Sampdoria sta attraversando un periodo di transizione, in attesa del passaggio alla nuova guida tecnica di Marco Giampaolo), Madama ha dominato la partita come ai bei tempi andati, dando quasi l'impressione di riportare indietro le lancette dell'orologio di tre o quattro anni.
in attesa di capire se sarà possibile liberare presto anche altre parti del corpo, rimane importante però non dimenticare che per giungere a mettere la testa fuori dalle sabbie mobili, nelle quali il club si era cacciato esclusivamente per colpe proprie, il percorso si è rivelato lungo e tortuoso, costellato da scelte sbagliate (quando non del tutto illogiche) a livello dirigenziale e tecnico.
I problemi di organico e di concentrazione, spesso non mantenuta alta dalla squadra per tutta la durata della partita, continuano ad esistere. L'assenza di un centravanti di peso, e di un ricambio all'altezza che gli permetta di respirare di tanto in tanto, si sono palesati anche ieri, quando l'enorme mole di gioco prodotta ha fatto fatica nel trasformarsi in qualcosa di più concreto.
Qualche autorevole giornalista sportivo italiano sostiene, che con la presenza di una prima punta del calibro di Vlahovic a guidare la linea avanzata, la creatura di Max Allegri si troverebbe con almeno cinque o sei punti in più in classifica e a quest'ora verrebbe considerata da tutti una degna concorrente per lo scudetto. Forse si tratta di stime troppo ottimistiche, ma non c'è dubbio che il vuoto lasciato dalla partenza di Cristiano Ronaldo ha costretto la squadra a sprecare alcuni mesi nel riadattare il proprio modo di giocare.
A questo punto della storia permettetemi di sentirmi davvero curioso su ciò che ci riserverà domenica prossima la sfida di San Siro tra Milan e Juventus e, in caso i bianconeri non ne escano, per un motivo o per l'altro (leggasi possibili voglie di tramutare in compensazione le insolite scuse inviate a Milano dall'AIA) con le ossa rotte, sul resto della stagione.
Intendiamoci, allo stato attuale delle cose le possibilità di rimonta in chiave primo posto sono vicine allo zero, ma scollinare senza sconfitte le prime cinque o sei giornate del girone di ritorno, che hanno posto (o porranno da qui a breve) di fronte ai piemontesi Napoli, Roma, Milan e Atalanta, potrebbe davvero aprire a scenari interessanti. E poi, in caso tutto ciò prendesse forma, volete mettere il divertimento nel leggere i futuri tweet delle cosiddette squadre "neutrali"?











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Amico osserviamo come si dispiega la Juventus contro il Milan, squadra più forte che farà da termometro.
Hai perfettamente ragione. Credo che se la Juve è davvero rinata andrà a San Siro per vincere o almeno pareggiare contro il Milan, ma se giocherà male, subendo gli avversari un po' come capitava nella prima parte di stagione significa che non ha grosse speranze di arrivare tra le prime quattro.