Le favole europee, quelle vere - European fairytales, the real ones [Multilanguage]

Lo stadio Við Djúpumýrar a Klaksvik, nelle Isole Far Oer. RFS, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
RISULTATO STORICO |
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Negli ultimi mesi, molti tifosi del Vecchio Continente si sono riempiti la bocca, spesso a sproposito, con la favoletta del "calcio del popolo", quel particolare concetto legato al mondo del pallone volto a garantire a tutti la possibilità di competere ai massimi livelli e possibilmente anche di provare a vincere.
Naturalmente tra le dichiarazioni dei "politici", che siano essi amministratori strapagati degli affari statali o delle vicende calcistiche, e la realtà dei fatti, è solito passare un oceano di sfumature di verità diverse. L'aver affossato (si spera solo momentaneamente) il progetto Super League proprio in favore del cosiddetto "calcio del popolo", altro non ha fatto che acuire ancora di più le differenze tra "ricchi" e "poveri", favorendo inoltre il prepotente sviluppo della Saudi Pro League.
In Europa solo gli inglesi, forti di entrate multimiliardarie derivate dagli introiti televisivi, sembrano poter spendere e spandere senza badare troppo al portafogli, mentre da altre parti, un po' dappertutto, si è costretti ai confrontarsi con i classici conti della serva. Vincere sarà probabilmente sempre di più affare per pochi (pochissimi), ma almeno d'estate, quando il livello delle competizioni europee è ancora piuttosto equilibrato, sono possibili sorprese in grado di fare la storia.

Klaksvik, seconda città più importante dell'arcipelago delle Far Oer. Erik Christensen, en:Porkeri (Website - Contact), CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Il caso più eclatante di questi giorni è quello relativo al KÍ Klaksvík, squadra campione in carica della Formuladeildin, il campionato di calcio delle Isole Far Oer. Il club, espressione della città omonima, meno di cinquemila abitanti ma considerata la seconda più importante del piccolo arcipelago, gioca le proprie partite interne nel piccolo stadio locale, capace di contenere poco più di duemila spettatori.
A quei livelli, il calcio è quasi per tutti solo un hobby e il professionismo un miraggio anche per molti degli eroi del campionato locale. Non è insolito infatti che studenti, artigiani, pescatori, falegnami e altri professionisti, si ritrovino la domenica giusto in tempo per svestire i panni indossati nella vita di tutti i giorni e indossare le divise dei rispettivi club, al fine di concedersi un paio d'ore di divertimento e gloria.
Il portiere della squadra, Jonathan Johansson, dopo essersi ritirato nel 2021 per mancanza di motivazioni, era ritornato a giocare a calcio solo ad aprile, ma da difensore centrale, convincendosi ad occupare di nuovo il posto in mezzo ai pali solo in seguito all'infortunio dell'estremo difensore titolare.
Tuttavia, come accade anche negli altri stati più piccoli del continente europeo, come Malta e San Marino, la federazione calcistica delle Far Oer è regolarmente affiliata all'UEFA e ha diritto di mandare i propri campioni nazionali a lottare in estate per la conquista di un posto nelle varie competizioni. Fino a pochi giorni fa, l'arcipelago non aveva mai qualificato una delle sue rappresentanti ai gironi di una coppa continentale, ma grazie al "piccolo" KÍ Klaksvík si potrebbe addirittura concretizzare il sogno di vedere il club scendere in campo a settembre nei gironi di Champions League.
Lo stadio di Torshavn, che ospita le partite della nazionale delle Far Oer. Eileen Sandá, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Dopo aver eliminato nei primi due turni preliminari i ben più quotati ungheresi del Ferencvaros e i campioni di Svezia dell'Hacken, ieri sera il KÍ Klaksvík ha battuto in casa per 2-1 i norvegesi del Molde e tra una settimana si giocherà la possibilità di uno storico approdo nel torneo principale, per confrontarsi in campo con i club e i giocatori più importanti (o miracolati) del pianeta.
Un'impresa solo sfiorata dal club nel 1991, quando andò vicino ad avere la meglio sugli scozzesi del Dundee, ma che anche in caso di insuccesso garantirà comunque ai campioni nazionali e a tutto il movimento delle Far Oer uno storico risultato: qualora venisse eliminato infatti, il KÍ Klaksvík prenderà parte agli spareggi per la qualificazione in Europa League e anche in caso di seconda sconfitta verrà ripescato in Conference League, garantendo per la prima volta l'accesso ad una fase a gironi di una squadra dell'arcipelago.

Nemanja Bilbija, attaccante dello Zrinjski Mostar. rade nagraisalovic, Public domain, via Wikimedia Commons*
Il club è già pronto ad emigrare per le partite casalinghe presso lo stadio Torsvollur, che ospita anche le gare della nazionale, posto nella capitale Torshavn, ma i quaranta chilometri da percorrere varranno decisamente la pena pur di sentirsi per una volta protagonisti, anziché semplici spettatori.
Ma in questo anno un po' folle, un epilogo simile attende anche un'altra federazione minore europea, dato che nel terzo turno preliminare di Europa League si affronteranno i bosniaci dello Zrinjski e gli islandesi del Breidablik, con la vincente garantirà al proprio movimento calcistico la prima storica partecipazione di una squadra alla fase a gironi di una coppa europea.
A rimanere fuori da questo storico traguardo, tra pochi giorni, potrebbero rimanere solo sette federazioni europee: oltre alle già citate San Marino e Malta, ci dovranno riprovare anche Montenegro, Georgia, Irlanda del Nord, Andorra e Galles. Ma le vie del Signore, come hanno imparato dalle parti di Klaksvik, sono infinite e chissà che presto, anche per loro non si trovi il modo di festeggiare.
Statemi bene, alla prossima!
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Credo che le Far Oer non siano neanche uno stato indipendente
Politicamente sono indipendenti per le questioni interne, anche se appartengono ancora formalmente al regno di Danimarca soprattutto per la difesa, dato che non hanno un esercito. Da un punto di vista calcistico hanno la loro federazione, separata da quella danese.