GLI AMICI

in Italy9 hours ago

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Tutti noi, suppongo, abbiamo avuto nella vita momenti non memorabili, nel nostro passaggio terreno attraversiamo differenti situazioni, ci sono attimi in cui ci crediamo padroni del mondo e altri in cui facciamo fatica.
Avere qualche amico accanto nei momenti in cui le cose non vanno come ci aspettavamo e' una di quelle cose che fa la differenza.
E' capitato, tempo fa, anche al sottoscritto, quando mi sono girato a vedere chi c'era mi sono accorto che non ero solo, non lo ero mai stato.
Sono cose che non si dimenticano.
Facile essere amiconi quando tutto va bene, e' quando le cose si fanno complicate che ci accorgiamo di chi e' amico e chi...si defila.

Questo vale anche per Cuba.
Mai come in questo momento storico l'isola ha bisogno di buoni amici, perche' gli amici (diceva il saggio) si vedono nel momento del bisogno.
Piu' bisogno di oggi...
Il primo paese che si e' defilato, inutile dirlo e' il Venezuela, le attenuanti ci sono, gli hanno rapito il presidente con un blitz militare, attacco contro il quale le forze armate non hanno opposto nessuna resistenza.
Il ministro della difesa venezuelano ha detto che se avesse fatto decollare i jet sarebbero stati abbattuti visto le preponderanti forze statunitensi.
Ma allora cosa serve un esercito, una aviazione, una marina se quando c'e' bisogno non difendono il paese?

Il Venezuela e' oramai in balia degli Usa, capirei la cosa se ci fosse un nuovo esecutivo, vedere le stesse facce che alzavano il pugno a fianco di Chavez prima e di Maduro poi...fa un po' schifo.
Ovviamente il Venezuela si e' defilato alla grande nel momento piu' duro per Cuba, se il greggio naviga verso Tel Aviv invece che verso La Habana vuol dire che il salto della quaglia e' stato fatto.

Il Nicaragua che elimina l'esenzione della visa per i cubani proprio in questo momento e' un altro paese "fratello" che si e' defilato.
La Colombia ha problemi suoi, degli altri paesi latino americani si sono perse le tracce, il Brasile ha fatto dichiarazioni vedremo se seguiranno i fatti.
Il Messico invece non si e' tirato indietro, al momento non invia petrolio ma aiuti si, non e' casuale che questi aiuti arrivino con navi militari, non si sa mai.
La Presidente del paese ha piu' volte detto che gli aiuti continueranno, vedremo se riprenderanno anche gli invii di greggio.

C'e' anche in atto un attacco ai paesi che hanno medici cubani che prestano servizio nei vari ospedali, alcuni paesi hanno dichiarato che non cambiera' nulla e che i medici resteranno.
In Italia ne abbiamo 500, in Calabria, nessuno ha fiatato anche perche' se li perdiamo dobbiamo chiudere gli ospedali.
La Russia ha annunciato che inviera' greggio, vedremo come e quando, la stessa cosa ha promesso la Cina, sono paesi con cui Trump non puo' fare il gangster, troppo grossi, troppo armati, troppi interessi in ballo.

L'Europa tace, ma del resto l'Europa tace sempre, e' un continente che non conta piu' nulla nello scacchiere mondiale.
I Brics possono essere la chiave di volta per salvare l'isola, se quei paesi danno una mano e si sviluppa, come pare, il fotovoltaico, Cuba potrebbe salvare la ghirba anche questa volta.
Leggo di una Flottilla che si muoverebbe verso l'isola per portare generi di prima necessita', centinaia di associazioni nel mondo raccolgono fondi, inviano container, la stessa cosa stanno facendo privati cittadini di differenti paesi.

Mai come in questi momenti si distinguono gli amici da chi invece ha solo sventolato le bandierine per moda o convenienza.

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