SCUOLE
In queste ultime settimane sono salite alla ribalta notizie riguardanti fatti di cronaca nera riguardanti le nostre scuole.
Un ragazzo ha accoltellato a morte un'altro studente, entrambi mediorientali, ovviamente c'e' chi in questo paese su questioni etniche ci inzuppa il pane, poi succedono cose simili con coinvolti ragazzi italiani e scopriamo che il malessere non ha nulla a che vedere con l'etnia ma sul cosa e' oggi la scuola nel nostro paese.
Quando andavamo noi a scuola la stessa e la famiglia erano un corpo unico che si occupavano di darci una educazione adeguata.
Se prendevo una nota disciplinare arrivavo a casa e trovavo il resto.
Oggi ci sono ragazzi che vanno a scuola col coltello, ai nostri tempi ogni tanto qualche sana scazzottata nei corridoi o in cortile e si risolveva tutto.
Oggi si prendono a coltellate tanto che c'e' chi parla di mettere i metal detector all'ingresso degli istituti scolastici.
Il legame che teneva uniti scuola e famiglia e' completamente saltato, oggi i genitori iper protettivi nei confronti dei figli accusano e spesso malmenano i professori colpevoli di lesa maesta', questo fa in modo che i ragazzi si sentano in diritto di fare il cazzo che vogliono, anche di andare a scuola armati.
Non e' un problema di essere italiani o meno, e' un problema sociale che coinvolge tutti.
L'Italia non e' il Bronx, ma siamo su una strada molto pericolosa, cosa possono diventare quei ragazzi con una scuola come quella attuale dove, e bene ricordarlo i professori sono i meno colpevoli?

"Quando andavamo noi a scuola la stessa e la famiglia erano un corpo unico che si occupavano di darci una educazione adeguata."
Forse quando andavi a scuola tu (se non vado errata, devi essere di classe inizio anni settanta, giusto?), ma non quando andavo a scuola io. Ben tre miei compagni di scuola delle elementari e delle medie, che già erano teppisti da ragazzini, neanche tempo di arrivare alla maggiore età che si erano macchiati di reati di una certa gravità (estorsione a minorenni che uno di loro attendeva all'uscita dalle scuole per comprarsi la droga, furto d'auto un altro e il terzo nemmeno ricordo, ma non mi pare si trattasse di un reato esattamente bagatellare). Ancora non s'era arrivati agli estremi di arrivare a scuola armati, ma i pestaggi e le risse si verificavano con frequenza. Per farla breve, dato l'ambiente di bassa lega, mia madre aveva finito per spedirmi senza remissione a una palestra di kick boxing. Neanche tutti i professori se la passavano bene: a parte quelli che insegnavano le materie di distacco, chi insegnava materie di minore portata come educazione tecnica finiva per diventare oggetto di abusi da parte degli alunni prepotenti. Mi era purtroppo capitato di assistere a uno spiacevole episodio dove la prof. di educazione tecnica s'era ridotta in lacrime per le sbroccate di un mio compagno di scuola. Oggi per fare l'insegnante al di là della scuola materna ci va coraggio, dato che si rischia di essere malmenati dai genitori degli alunni. Bisogna fare parecchia attenzione al quartiere in cui è ubicata la scuola (inutile fare i buonisti: se sono quartieri popolari abitati da gente di bassa lega e le aree circostanti alle carceri, le scuole del posto vanno evitate peggio della peste e ne sa qualcosa una mia collega che non sapendolo, era andata a insegnare in una scuola nel quartiere del Ferrante Porti). Non dico rinunciare all'insegnamento, quello no anche perchè è uno dei settori che vede meno disoccupazione.