E se tutto il male non venisse per nuocere?

Quirinale.it, Attribution, da Wikimedia Commons
Questa sera, nel piccolo Stadio Bilino Polje di Zenica, l'Italia si giocherà la qualificazione ai prossimi mondiali contro la Bosnia, nazionale che nella semifinale dei play-off ha superato ai calci di rigore il ben più temuto Galles.
L'aver evitato i britannici ha fatto tirare un deciso sospiro di sollievo ai nostri (complimenti a Dimarco e agli altri interisti, beccati ad esultare davanti alla TV, con il risultato di far incattivire ancor di più i nostri prossimi avversari), ma allo stesso tempo, visti anche i recenti trascorsi azzurri, considerarsi già ai mondiali per lo scarso pedigree dei bosniaci, sarebbe davvero folle.
Per i bookmakers, l'Italia è la chiara favorita del match, anche se le quote per un passaggio del turno dei balcanici non sono affatto astronomiche come si potrebbe pensare. Secondo un sondaggio lanciato tra i fans europei, a scommettere sulla vittoria degli azzurri sono circa il 60% dei tifosi neutrali, cosa che dimostra come ormai la considerazione del calcio italiano sia scesa parecchio rispetto a qualche anno fa.
In caso di successo, l'Italia staccherebbe il biglietto per la rassegna iridata, venendo inserita nel Gruppo B, contro i padroni di casa del Canada, la Svizzera (già nostra mattatrice agli ultimi europei) e il Qatar, ma prima di pensare agli eventuali avversari estivi sarà bene concentrarsi sul presente per provare ad aver ragione di Dzeko e compagni.
La voglia di veder partecipare gli azzurri alla competizione più importante è ovviamente alta tra tutti i tifosi, ma siamo davvero sicuri che se l'Italia saltasse il terzo mondiale di fila ci troveremmo di fronte ad un dramma sportivo così grande? Certo un ulteriore ridimensionamento non potrebbe che danneggiare l'immagine del nostro calcio, ma se si pensa alle conseguenze più immediate, forse non tutto il male verrebbe per nuocere.
Probabilmente a pagare per primo toccherebbe al C.T., Gennaro Gattuso, che fin da quando è stato nominato è apparso a tutti il classico parafulmine, messo lì proprio per prendere in pieno il grosso della valanga qualora lo scenario di un nuovo insuccesso si fosse materializzato.
Aspettarsi dimissioni da Gravina, garante e custode del sistema protettivo interista, rimane probabilmente ad oggi pura fantascienza, ma secondo voci giornalistiche raccolte in questi giorni, il Ministero dello Sport, capeggiato da Andrea Abodi, sarebbe pronto, in caso di ennesimo fallimento, a commissariare la FIGC per il prossimo anno.
Tutti i vertici dei vari componenti della Federazione, compresi quelli dell'AIA e della procura federale, verrebbero azzerati e sostituiti con commissari scelti dal Ministero. Come per ogni medicina, specialmente per quelle prese nei casi disperati, non esisterebbe alcuna garanzia di guarigione per "il malato" ma è altrettanto certo che, come diceva Einsten, "folle è ripetere sempre le stesse cose ed aspettarsi risultati diversi".
Vittoria e la tanto sospirata partecipazione ad un mondiale (molto probabilmente da comprimari e con pressoché zero possibilità di fare molta strada), o sconfitta, iniziando un vero tentativo di rinascita, al netto delle belle parole formalmente impossibile con l'attuale dirigenza?
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