La piovra si dimena, ma il Re "è nudo"

in Italy6 days ago

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Immagine realizzata con Leonardo.ai

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L'Italia calcistica, che non partecipa ad un mondiale da dodici anni (e probabilmente diventeranno presto 16) ed è sempre più vicina alla pressoché totale marginalità anche livello di club, ha vissuto nelle ultime ore l'ennesima pagina grottesca dei tempi bui in cui stiamo vivendo.

Dopo lo scandalo occorso nella partita di sabato sera tra Inter e Juventus, apparsa a molti scientemente indirizzata dall'arbitro La Penna in favore dei nerazzurri, il calcio tricolore è finito sulle prime pagine dei quotidiani di mezzo mondo, come esempio di torneo falsato e dominato da scelte unidirezionali volte a tutelare logiche extra-calcistiche.

Una sorta di grido "Il Re è nudo", lanciato agli appassionati di calcio dei cinque continenti grazie a scene talmente surreali da mettere davanti agli occhi di tutti, in maniera pressoché inequivocabile, come in Italia, in questo momento, il calcio non possa più essere considerato uno sport, ma un semplice giro d'affari strani, nel quale gli "investitori" sono disposti a tutto per preservare il proprio business.

E gli investitori, la malavita organizzata, sembrano aver puntato forte proprio sull'Inter, squadra tenuta artificialmente in vita, nonostante la mancanza delle garanzie economiche minime per l'iscrizione al campionato e costantemente protetta da ogni guaio e da ogni scandalo dalle istituzioni calcistiche, dentro e fuori dal campo.

Quella dell'Inter assomiglia sempre più ad una vera e propria "piovra", capace di trascendere il calcio e di piazzare i propri tentacoli in ogni campo della società civile. Azionisti del club, ex dipendenti o "semplici tifosi" regnano infatti non solo in FIGC e in Lega Calcio, dove ogni posizione apicale è a loro appannaggio, ma anche in politica e magistratura.

Uno schema al cui vertice sembra porsi l'attuale presidente della società nerazzurra, Beppe Marotta, non a caso finito al centro delle pesanti dichiarazioni del giornalista e scrittore esperto in tema di mafie, Roberto Saviano:

Finché quest’uomo avrà un ruolo nel calcio italiano, tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati...

👉 📰 LEGGI QUI IL POST SCRITTO DA ROBERTO SAVIANO

Una vera e propria "bomba", alla quale si è unito l'annuncio di Fabrizio Corona: presto una puntata del suo temutissimo show, "Falsissimo", riguarderà proprio il malaffare presente all'interno del mondo del calcio e dovrebbe avere come protagonista principale lo stesso Beppe Marotta.

Il caso Bastoni, che ha fatto precipitare la credibilità del nostro calcio sotto le scarpe, nonché messo a nudo il palese sistema pro-Inter, unito alle dichiarazioni di Saviano e all'annuncio shock di Corona hanno suscitato la scomposta reazione della piovra, che vedendosi forse per la prima volta messa a nudo e ferita, è partita per un disperato contrattacco.

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Immagine realizzata con Leonardo.ai

Ad aprire le danze e a dimostrare come il calcio in Italia non sia più un semplice sport, ci ha pensato niente di meno che la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Eh sì, amici miei che leggete dall'estero, avete capito bene: in Italia, il presidente del Senato sembra non avere nulla di meglio da fare che occuparsi di calcio, scendendo a spada tratta in difesa della sua squadra del cuore, della quale è anche azionista.

Le sue dichiarazioni si possono riassumere in una frase, piuttosto incredibie, pronunciata da colui il quale, per il ruolo istituzionale che occupa, dovrebbe trovarsi al di sopra delle parti in ogni settore: "Visti i furti subiti in passato, con la Juventus siamo sempre in credito..."

Ma il presidente del Senato, che si riduce a parlare con lo stesso livello del tifoso da bar, non deve essere considerato evidentemente frutto di un'uscita estemporanea, ma di una strategia di difesa ben concordata. La stessa cosa ha fatto il già citato presidente dell'Inter, Beppe Marotta, il giorno dopo, ricordando a tutti un presunto favore arbitrale ricevuto dalla Juventus contro l'Inter in una gara del 2021.

Ma peggio ancora sono state quelle che a molti sono apparse come velate minacce, rivolte ad uno dei dirigenti bianconeri, Giorgio Chiellini, reo di essersi lamentato pubblicamente di una serie di arbitraggi contrari ricevuti dalla Juventus da inizio stagione: "Chiellini è un dirigente giovane ed inesperto..."

Insomma, il messaggio tra le righe è sembrato chiaro: "Hai parlato in quanto inesperto, ma è meglio per te maturare in fretta e metterti in riga, perché qui comandiamo noi". E se due coincidenze fanno un'indizio e tre una prova, come sosteneva Agatha Christie, ci ha pensato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a sfoderare il carico da novanta.


Fabrizio Corona parla di Bastoni e delle sue presunte scommesse, mai prese in esame dalla giustizia sportiva, ed annuncia una puntata su Lotito e Marotta

In alcune deliranti dichiarazioni infatti, Sala non solo ha difeso il simulatore Bastoni, ma ha paragonato il suo gesto antisportivo ad alcuni colleghi del passato, che a suo dire si sarebbero macchiati delle stesse cose prima di lui: Giorgio Chiellini (di nuovo lui, evidentemente scomodo e da rimettere in riga al più presto) e incredibilmente addirittura Alessando Del Piero, leggenda bianconera e da sempre considerato simbolo di correttezza e professionalità sia in campo che fuori.

Perché quindi proprio Del Piero? In molti ci hanno visto un altro grave avvertimento della piovra che suona più o meno così:"Attenti ché se parlate troppo non distruggeremo solo il vostro presente e il vostro futuro, ma infangheremo anche il vostro passato, macchiando persino il ricordo dei campioni che hanno fatto la vostra storia."

E con la potenza di fuoco della stampa amica, con la rosea del "bovino" in prima linea e un tessuto culturale ormai ridotto a considerare le cose del calcio più come una guerra che come uno sport, l'"impresa", per quanto disperata, potrebbe anche riuscire.

Grazie a Moratti e all'Inter, che vent'anni fa hanno deciso di distruggere il calcio italiano perché incapaci di vincere da soli, siamo diventati questa roba qua: un torneo arretrato, che non attira più sponsor né grandi giocatori e che produce una nazionale non più in grado di reggere il passo nemmeno con realtà dal blasone infinitamente inferiore, quali Svizzera o Norvegia.

Il calcio in Italia, sport sempre più snobbato dalle giovani generazioni, che giustamente preferiscono spettacoli ben più edificanti, sta velocemente morendo. E tutto questo ha per sempre più persone un unico responsabile, un club che fin dall'inizio della sua storia non ha esitato a ricorrere ad ogni mezzo pur di superare la concorrenza. Indossando uno smoking bianco sempre più lercio e maleodorante.

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