Perché il primo curriculum della storia è tutt'oggi ancora il migliore

in Italy2 days ago

ideogram-v3.0_Un_giovane_Leonardo_Da_Vinci_mentre_scrive_la_lettera_per_Federico_il_Moro-0.jpg
Immagine creata con Leonardo.ai

Milano, 1482. Un giovane artista si è appena trasferito da Firenze, sua città natale, in cerca di opportunità lavorative. Ci troviamo in pieno Rinascimento: ovviamente niente macchine, palazzi lussuosi, aperitivi e manager in doppiopetto impegnati a fatturare fino ad ora tarda, né palestre alla moda o vetrine scintillanti. Tuttavia, anche in quest'epoca è proprio Milano il luogo perfetto per chi è a caccia di grandi opportunità.

Una sorta di metropoli rinascimentale, nella quale ricchezza e feste di corte si alternano a cantieri, fortificazioni e progetti innovativi. A comandarla c'è lui, Ludovico Sforza, detto "il Moro", un sovrano colto, astuto, carismatico e con spiccate doti di comando, che ama circondarsi di talenti e personaggi sopra le righe per fornire idee nuove alla sua città.

Letter_from_Leonardo_da_Vinci_to_Ludovico_Sforza.jpg
Il manoscritto originale, Leonardo da Vinci, Public domain, via Wikimedia Commons

Quell'artista è Leonardo da Vinci e in tasca porta uno dei documenti più preziosi in assoluto: una lettera di presentazione scritta di suo pugno all'indirizzo del sovrano, tutt'oggi considerata come l'esempio di primo curriculum vitae della storia dell'umanità.

Dieci punti, in cui prova a stupire il sovrano elencando le proprie capacità nel costruire innovative macchine da guerra: ponti smontabili, cannoni leggeri, carri armati futuristici o sistemi per scavare gallerie sotto le mura nemiche e, solo alla fine, un accenno alle straordinarie abilità artistiche.

La continua tensione in cui si trova la città rende sempre appetibili ingegneri o inventori "visionari" e la lettera raggiunge lo scopo: il Moro, incuriosito da quella insolita modalità di presentazione, lo manda a chiamare, lo ascolta e se ne "innamora" subito, commissionandogli diversi lavori, quali fortificazioni e canali.

Il genio del più grande artista di tutti i tempi insegnò già oltre cinquecento anni fa uno dei metodi migliori per proporre il proprio lavoro, quello del value proposition: comprendere cosa serve al destinatario, mettere in evidenza le competenze possedute, utili a risolvere il problema e condire il tutto con una presentazione irresistibile ed innovativa.

LA_CORTE_DI_LUDOVICO_IL_MORO_di_Giuseppe_Diotti_(1823).jpeg
La corte di Ludovico il moro, di Giuseppe Diotti. Giuseppe Diotti, Public domain, via Wikimedia Commons

Leonardo rimarrà a Milano, in due periodi distinti, oltre vent'anni. Non realizzerà nessuna delle macchine futuristiche ipotizzate nella lettera, ma le suo opere, come canali e fortificazioni risulteranno ugualmente molto importanti per la città.

Sotto gli Sforza realizzerà poi alcuni dei capolavori più rinomati della storia dell'Arte, quali La Dama con l’ermellino, L'ultima Cena o la Vergine delle Rocce e presterà il suo ingegno anche nello studio di scenografie mobili da utilizzare durante le feste e gli avvenimenti ricreativi.

Abbandonerà la città soltanto nel 1499, quando i francesi, guidati da Luigi XII, invaderanno il Ducato di Milano, per spostarsi e Venezia e poi tornare una seconda volta quattro anni più tardi, richiamato dalla grande ammirazione del sovrano francese verso le sue opere.

I'm part of ITALYGAME Team

together with:
@girolamomarotta, @sardrt, @mikitaly, @mad-runner, @famigliacurione


👉 VOTA PER NOI COME WITNESS👈

Progetto senza titolo (10).jpg

Sort:  

Upvoted! Thank you for supporting witness @jswit.

This post has been upvoted by @italygame witness curation trail


If you like our work and want to support us, please consider to approve our witness




CLICK HERE 👇

Come and visit Italy Community