Troppo Brasile per l'Italia, ma segnali di crescita importanti

in Italy29 days ago

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Immagine creata con Leonardo.ai

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Per chi crede ai ricorsi storici nello sport, i presupposti per rivivere una specie di clone di una delle pagine più leggendarie dello sport italiano sembravano esserci tutti: quarti di finale, rapporto di forze completamente sbilanciato a favore degli avversari, pubblico ostile sugli spalti e persino un "Rossi" in campo.

Tuttavia, il replay dello storico successo azzurro ottenuto al Sarrià di Barcellona sul Brasile durante i mondiali del 1982 è andato questa volta ben lontano dal verificarsi. La nazionale verde-oro ha purtroppo completamente annichilito i nostri, fissando il punteggio finale su un nettissimo 15-5.

La sfida era su un campo di Kings League e non di tradizionale calcio a undici. e Rossi, Mimmo e non Paolo (o Pablito, come venne ribattezzato dopo quello straordinario mondiale), non solo non ha segnato, ma non ha praticamente visto il campo.

Purtroppo la sorte non ci ha aiutati, con il sorteggio crudele nel riservare proprio ai ragazzi di Mauro Micheli la più forte delle squadre provenienti dal turno di Last Chance (nonché probabilmente la più forte del mondo) e benché i nostri arrivassero all'appuntamento da imbattuti, dopo aver disputato un girone perfetto, nulla hanno potuto contro lo strapotere fisico e tecnico degli avversari.

Il Brasile era partito malissimo in questo mondiale, perdendo la gara inaugurale con la Spagna e salvandosi miracolosamente contro il Qatar, battuto 7-6 all'ultima azione, ma da quel momento in poi la tensione nelle gambe e nella testa dei padroni di casa è sembrata sciogliersi del tutto.

Dopo aver demolito il Peru 6-1, i campioni del mondo in carica hanno chiuso al secondo posto nel girone e fatto un sol boccone anche dell'Arabia Saudita nel turno di Last Chance. Ad aspettarli proprio gli azzurri, riposati in quanto già qualificati per i quarti di finale da primi del girone.

Sebbene i nostri avversari fossero scesi in campo nemmeno 24 ore prima e fosse lecito attendersi un calo, i brasiliani hanno mostrato una forma atletica decisamente superiore alla nostra. Al di là di una cifra tecnica inarrivabile, Il Brasile è anche arrivato sempre primo su ogni pallone, ha vinto ogni contrasto e mostrato una cattiveria agonistica dieci volte superiore.

Dal canto suo, la nostra nazionale è sembrata fin troppo intimidita dall'ambiente e dall'aggressività degli avversari, spesso persino eccessiva e al limite della provocazione. Poco piacevoli le scene dei calciatori verde-oro che addentano la pizza, a mo' di sfottò nei confronti di un avversario già steso e umiliato.

L'Italia torna a casa, ma resta la consapevolezza di una crescita enorme del movimento, che solo dodici mesi fa, nel mondiale disputato tra le mura amiche della Fonzies Arena di Milano, veniva umiliato persino dal Giappone.

In fondo abbiamo sulle spalle appena una stagione agonistica del "nuovo calcio" e chissà, con il Brasile potremmo rivederci l'anno prossimo (il bello della Kings League è anche che non bisogna aspettare 4 anni per un evento). E magari, con un ulteriore anno di esperienza e qualche nuovo talento, la storia potrebbe essere diversa.

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