Vieni avanti, Infantino

in Italy4 hours ago

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Il presidente della FIFA, Gianni Infantino. Kremlin.ru, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

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In un'intervista rilasciata ad un'emittente brasiliana, in occasione della cerimonia di inaugurazione dei mondiali, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, non ha trovato di meglio da fare se non ridicolizzare il movimento calcistico italiano con una battuta poco felice.

Parlando dell'allargamento della rassegna iridata a 48 squadre e di un prossimo upgrade che potrebbe portare le partecipanti addirittura a 64, il numero uno dell'ente monopolista del calcio mondiale ha infatti trovato divertente sparare così sulla "Croce Rossa" (o Croce Azzurra, in questo caso):

Vediamo come andrà questa Coppa del Mondo con 48 squadre... È chiaro che è un evento enorme. Abbiamo già discusso di 64 squadre, per coinvolgere ancora di più tutto il mondo. La domanda è stata fatta nel Consiglio della FIFA, ma intanto godiamoci questa prima edizione della Coppa con 48 squadre. Forse l'Italia si qualificherebbe con 64 squadre… potremmo arrivare a 208 per vedere se si qualifica.

Tradotto in parole povere, uno dei movimenti calcistici più gloriosi del mondo (solo il Brasile come nazionale ha vinto più titoli dei nostri) è diventato talmente scarso da non poter competere nemmeno con le cenerentole di questo sport. Un'umiliazione tanto sgradevole quanto inopportuna, specie se proveniente da chi avrebbe il compito di amministrare il movimento in nome di ogni realtà, forte, debole, irrilevante, in crisi o in crescita che sia.

L'uscita infelice non è stata, come logico, accolta con favore dagli ambienti tricolori. Il ministro dello sport, il prode "Don Abbondio" Abodi, ha dichiarato di voler parlare con Infantino per chiarire la questione, ma è probabile che questo incontro non avverrà mai, così come nel nulla sono finiti fino ad oggi tutti i buoni propositi del già citato membro del governo.

Del resto, vale la pena prendersela per le parole di un soggetto come Infantino? Già dai tempi di Dante Alighieri è diventato famoso il motto "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa" e sebbene sia reale la crisi del nostro movimento calcistico non dovrebbero certo essere gli sfottò del peggior presidente della FIFA della storia a ferirne l'orgoglio.

Già, perché come molti ricorderanno la vicenda che estromise dapprima Blatter e successivamente Platini (destinato a diventare il numero uno della FIFA proprio al posto di Blatter) dalla corsa alla presidenza del pallone mondiale si è conclusa dopo anni con l'assoluzione di entrambi dalle infamanti accuse di frode.

La FIFA, di cui divenne presidente, guarda caso, proprio Infantino, grazie all'esclusione del suo predecessore in carica e di colui che era in rampa di lancio per sostituirlo, fu costretta a risarcire sia Platini che Blatter, ma intanto il "Mastro Lindo" italo-svizzero ha potuto amministrare per un decennio il sistema, senza farsi mancare accuse politiche e rapporti a dir poco opachi con alcune federazioni mondiali.

Piuttosto Infantino farebbe bene a chiedersi che ruolo ha avuto la "sua" Inter, della quale in maniera poco opportuna non ha mai negato di essere un fervente sostenitore, nel profondo decadimento riscontrato dal calcio italiano.

Michel Platini ha già annunciato una denuncia nei confronti dell'attuale presidente FIFA per le oscure vicende che dieci anni fa gli impedirono di concorrere per la presidenza della FIFA. Attenzione, perché questa Estate potrebbe rivelarsi la più memorabile di sempre.

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