NEET in Italia: quando i giovani smettono di credere nel futuro. / NEET in Italy: when young people lose faith in the future [ITA/ENG]

in Italy15 days ago

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Ciao a tutti amici e amiche di Italy e di Steemit.

Sapevate che in Italia ci sono oltre due milioni di giovani che non studiano e non lavorano?

Sono i cosiddetti NEET, una realtà sempre più diffusa in molti Paesi del mondo.
Secondo alcune analisi, tra cui quelle della scrittrice e attivista Claudia Conte, il problema non è solo economico ma anche culturale: molti giovani stanno perdendo fiducia nel futuro. (Rif.)

Secondo i dati di Eurostat, l’Italia è tra i Paesi europei con la percentuale più alta di giovani NEET, con il 20%.

Circa 1 giovane su 5 tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora.

È quasi il doppio della media europea che si attesta intorno all'11-12%.

Tra le possibili cause: (Rif.)

  • la scarsa fiducia nel futuro e nelle istituzioni
  • il mercato del lavoro precario e mal pagato
  • il sistema educativo poco collegato al lavoro
  • la mancanza di orientamento per i giovani
  • il contesto sociale che demotiva.

Secondo me, in Italia c'è anche un altro fattore da aggiungere: la sensazione che il merito conti poco.
Spesso sembra contino più le conoscenze giuste che le capacità e l’esperienza.

E quando questa sensazione si diffonde, la motivazione cala rapidamente!

Inoltre, nel nostro paese, c'è anche un paradosso: molte aziende dichiarano di non riuscire a trovare lavoratori.
Questo significa che il problema non è solo la mancanza di lavoro, ma spesso il disallineamento tra competenze, aspettative e opportunità.

Per anni si è raccontato ai giovani che l’unica strada fosse l’università, mentre mestieri tecnici o artigianali sono stati progressivamente svalutati.
Il risultato è che oggi ci ritroviamo con molti laureati che non riescono a trovare il lavoro per cui hanno studiato, mentre molte aziende faticano a trovare le competenze di cui hanno bisogno

È un discorso davvero complicato, non è semplice da affrontare, però credo che questo problema riguardi tutti noi e non solo i giovani coinvolti.

Perché un Paese con tanti giovani inattivi rischia meno crescita economica, meno innovazione e più disuguaglianze.

Il futuro di un Paese dipende anche dalle opportunità che riesce a offrire alle nuove generazioni. O sbaglio?

Grazie per aver letto il mio post.




ENGLISH VERSION

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Hi everyone, friends from Italy and Steemit!

Did you know that in Italy there are more than two million young people who neither study nor work?

They are the so-called NEETs, a phenomenon that is becoming increasingly widespread in many countries around the world.
According to several analyses, including those of writer and activist Claudia Conte, the problem is not only economic but also cultural: many young people are losing trust in the future. (Ref.)

According to data from Eurostat, Italy is among the European countries with the highest percentage of NEETs, at about 20%.

That means around 1 in 5 young people between the ages of 15 and 29 neither study nor work.

This is almost double the European average, which is around 11-12%.

Among the possible causes: (Ref.)

  • low trust in the future and in institutions
  • a precarious and poorly paid job market
  • an education system that is poorly connected to the world of work
  • lack of guidance for young people
  • a social environment that discourages motivation.

In my opinion, in Italy there is also another factor to add: the feeling that merit matters very little.
Often it seems that having the right connections counts more than skills or experience.

And when this feeling spreads, motivation quickly declines.

Moreover, in our country there is also a paradox: many companies say they cannot find workers.
This means the problem is not only the lack of jobs, but often a mismatch between skills, expectations, and opportunities.

For years young people have been told that the only path was university, while technical and craft professions have been progressively devalued.
The result is that today we have many graduates who cannot find the job they studied for, while many companies struggle to find the skills they actually need.

This is a very complex issue and not an easy one to address, but I believe it concerns all of us, not just the young people involved.

Because a country with many inactive young people risks less economic growth, less innovation, and greater inequality.

The future of a country also depends on the opportunities it can offer to the younger generations. Or am I wrong?

Thanks for reading my post.




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Non stupisce affatto che il Friuli e Bolzano contino l'indice più basso. In particolare, Bolzano non si potrebbe manco considerare Italia, dato che si tratta nei fatti (anche se non in via del tutto ufficiale) di Austria e Germania. Tra gli indici più alti ci dovrebbe essere anche la Sardegna (ho un amico sassarese che me ne ha raccontate di cotte e di crude). Le isole purtroppo non sanno minimamente gestire l'autonomia di cui godono al pari del Friuli e men che meno del Trentino. Che amarezza. Ma d'altronde, considerato che comunque lo sanno pure cani e porci che l'Italia non è minimamente un paese meritocratico, come si fa a biasimare lo scoraggiamento dei neet? E le aziende che non trovano lavoratori, hanno la possibilità o la disposizione a pagarli o siamo alle solite che vogliono servitori della gleba gratis o stagisti ai quali al massimo rimborsano 300 euro che non ci pagano nemmeno i trasporti? Chi si fida, oramai?
Ps.: mi scordavo. Ho appena pubblicato un'altra partita al memory game con annesse STORIE DAL TRENTESIMO SECOLO. E la rivolta robotica è appena iniziata:
https://steemit.com/italy/@pousinha/memory-game-di-marzo-storie-dal-trentesimo-secolo

Thank you very much (what a cute kittens)/Muchas gracias (qué gatitos más hermosos)

Purtroppo ormai la fiducia è ai minimi storici. Sapere che piove sempre sul bagnato, toglie la voglia di impegnarsi nello studio, nel lavoro. Speriamo prima o poi, in un ricambio generazionale nella politica... chissà magari qualcosa cambierà.

Più che un ricambio generazionale, nel caso dei politici italiani serve un trapianto di cervello. Per l'amara verità che la mela non cade lontano dall'albero...
Ps.: scusami per non poter votare. È iniziato il periodo d'imposte e dichiarazioni dei redditi e come oramai saprete, nel mio paese è peggio del vostro ISEE con l'aggravante di averci p. IVA aperta e quindi fino a quando il commercialista non avrà sistemato le scartoffie sarò purtroppo ancora meno presente del solito (quindi non riuscirò sempre a rispondere entro i fatidici 7 giorni)

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