Quando l’odio paga: come i social capitalizzano rabbia e polemica. / When hate pays: how social media capitalizes on anger and controversy. [ITA/ENG]

in Italy14 days ago (edited)

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Ciao a tutti amici e amiche di Italy e di Steemit.

Non so se avete letto in questi giorni la formula dell’algoritmo di X?

È stata rivelata da Musk e da lì è partito il dibattito e proprio su X!

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Punteggio finale = Σ (P(reazione_i) × ponderazione_i )
Polarizzazione e divisione generano clic e monetizzano l'odio.
Alcuni spunti concreti in questo articolo di @FraserNelson.
È il momento di un dibattito sulla proprietà, la regolamentazione e il controllo dei social media.

Adesso però, per quanto non trovo giusto questo algoritmo, bisogna ammettere che non è solo Musk. Non è solo X.
Sono tutti i social a funzionare così: algoritmi progettati per premiare rabbia, scontri, indignazione. Vero o falso non conta: l’importante è fare traffico dati.

Basta un giro su Facebook per capire subito perché viene voglia di andarsene.

Il risultato? Un ecosistema dove la monnezza emozionale vale più delle emozioni vere, e dove chi la produce viene premiato.
Titoli urlati, polemiche montate, fake news: tutto genera reazioni e traffico.

Eppure basterebbe poco: ogni paese potrebbe stabilire regole chiare sulla moderazione, definire limiti e responsabilità, invece lasciamo che il sistema decida da solo come gestire gli algoritmi.

È anche vero, che poi quando la UE prova a mettere delle restrizioni e multare questi magnate delle Hi-tech se la prendono sul personale.

Ma l'unico modo per risolvere questo problema è fare rispettare le regole e non lasciare i social nel far west.

Certo, possiamo ribellarci anche da soli a questo meccanismo, basta non reagire restare lucidi e scegliere dove investire la nostra attenzione, senza farci trascinare ai livelli più bassi dei social.

Grazie per aver letto il mio post.




ENGLISH VERSION

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Hi everyone, friends from Italy and Steemit!

Not sure if you’ve seen it in the past few days, but the formula behind X’s algorithm was revealed!

It was shared by Musk, and that sparked a debate-right on X itself!

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Now, even though I don’t agree with this algorithm, we have to admit-it’s not just Musk. It’s not just X.
All social media platforms work this way: algorithms designed to reward anger, fights, and outrage. True or false doesn’t matter-the goal is data traffic.

Just scroll through Facebook for a few minutes, and you’ll quickly understand why it makes you want to leave.

The result? An ecosystem where emotional garbage is worth more than real emotions, and those who produce it get rewarded. Headlines screaming for attention, manufactured controversies, fake news, everything generates reactions and traffic.

Yet it wouldn’t take much: every country could set clear rules on moderation, define limits and responsibilities, instead we let the system decide how to handle algorithms on its own.

It’s also true that when the EU tries to set restrictions or fine these tech magnates, they take it personally.

But the only way to fix this problem is to enforce the rules and not leave social media in the wild west.

Of course, we can also rebel against this mechanism on our own: just don’t react, stay clear-headed, and choose where to invest your attention, without letting yourself be dragged down to the lowest levels of social media.

Thanks for reading my post.




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Tossicità ed emozioni negative sono le più diffuse sulla maggior parte delle piattaforme di social media, con l'odio tra i più dominanti.

Purtroppo, anche i commenti seri e critici vengono spesso etichettati come odiosi; c'è molta confusione in merito. E se un Paese discute di normative, rischia di essere etichettato come autoritario.

Mi chiedo se sia l'algoritmo a incentivare questo comportamento o se stia semplicemente sfruttando una tendenza diffusa tra un numero significativo di utenti su queste reti. Abbiamo la grande responsabilità di evitare questo tipo di contenuti, ma richiede discernimento.

Purtroppo questi algoritmi, usati così, finiscono per manipolare la percezione.
Infatti le persone fanno sempre più fatica a distinguere una critica seria da un contenuto aggressivo e pieno d'odio.
Ci vuole più consapevolezza. E anche qualche azione concreta da parte nostra, magari segnalare gli account che esagerano e istigano all'odio e alla violenza.

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