Sistema di gestione e Certificazione IFS Food: un percorso strutturato per qualificare l’impresa alimentare
Le imprese alimentari stanno vivendo uno dei periodi più sfidanti degli ultimi decenni. L’aumento dei controlli ufficiali, l’evoluzione delle normative europee, la crescente attenzione del consumatore e le richieste delle catene distributive creano un ambiente produttivo nel quale soltanto le aziende dotate di un sistema organizzativo solido riescono a mantenere stabilità e credibilità.
La Certificazione IFS Food si inserisce come uno strumento di validazione riconosciuto e richiesto dai retailer internazionali, un mezzo per dimostrare competenza, affidabilità e controllo dei processi.
Le organizzazioni che desiderano comprendere in profondità i requisiti dello standard IFS trovano un utile riferimento nell’approfondimento dedicato alla certificazione e al suo ruolo nella filiera alimentare, che permette di collegare aspetti normativi, tecnici e operativi.
Come ci dice Federico Pucci di Sistemi & Consulenze realtà che opera nel settore erogando servizi di consulenza per la certificazione IFS, la conoscenza dei requisiti che regolano la sicurezza e la qualità dei prodotti diventa così un elemento imprescindibile per consolidare la posizione aziendale nei mercati nazionali ed esteri.
Il mercato alimentare internazionale richiede dunque competenze avanzate e un modello organizzativo formalizzato. Le certificazioni alimentari, attraverso un insieme dettagliato di requisiti tecnici, operativi e documentali, offre alle imprese uno strumento capace di unire responsabilità, prevenzione e valorizzazione del proprio marchio.
Il loro ruolo non si limita alla gestione della sicurezza: diventa una chiave strategica per accedere a nuovi clienti, migliorare l’efficienza interna e costruire relazioni commerciali più stabili.
Perché sono importanti le certificazioni alimentari per il mercato globale
La globalizzazione della filiera alimentare ha trasformato il modo in cui le imprese si presentano ai mercati internazionali. Ogni passaggio, dalla produzione alla distribuzione, deve essere documentato, verificabile e conforme a standard riconosciuti. Le certificazioni alimentari giocano un ruolo determinante nel creare fiducia tra fornitori, distributori e consumatori.
Le grandi catene della distribuzione organizzata richiedono ai fornitori l’adozione di standard certificati poiché rappresentano una garanzia di conformità, affidabilità e controllo sistematico dei processi. Senza una certificazione riconosciuta, molti produttori non possono accedere a numerosi mercati europei. Questo non è un limite imposto, ma un’esigenza commerciale derivante dalla necessità di evitare rischi nella filiera e mantenere livelli elevati di qualità.
Un altro fattore riguarda la competitività. Le imprese certificate dimostrano di aver adottato un sistema organizzativo basato su procedure standardizzate, controlli continui e verifiche periodiche. Questo permette loro di dialogare con gli attori globali utilizzando un linguaggio tecnico comune.
Le richieste della GDO, come emerso da diverse pubblicazioni del Consumer Goods Forum, si orientano verso fornitori in grado di mantenere modelli di gestione uniformi.
Il consumatore europeo, secondo dati Eurobarometro, mostra una fiducia superiore nei prodotti provenienti da aziende certificate, in quanto percepisce standard più elevati nella produzione e nella tutela della salute.
I requisiti obbligatori della Food Safety
Per comprendere il valore di uno standard privato come IFS Food, è essenziale osservare il quadro regolatorio che disciplina la sicurezza alimentare in Europa. Il Regolamento (CE) 178/2002 è il punto di riferimento principale e definisce la responsabilità dell’operatore del settore alimentare, stabilendo che un alimento deve essere sicuro in ogni fase della produzione, trasformazione e distribuzione.
A questo si aggiunge il Regolamento (CE) 852/2004, che stabilisce l’obbligo di applicare procedure basate sui principi dell’HACCP e di mantenere strutture igieniche adeguate. Il Regolamento (CE) 853/2004, applicato ai prodotti di origine animale, introduce requisiti aggiuntivi che, se non rispettati, possono comportare sospensioni dell’attività e sanzioni rilevanti.
Il Regolamento (UE) 1169/2011 si concentra sulle informazioni fornite ai consumatori e sulla trasparenza delle dichiarazioni nutrizionali. Molte non conformità nel settore alimentare derivano proprio da errori in etichetta, motivo per cui gli standard certificati includono controlli specifici su questo tema.
Le aziende che desiderano esportare verso gli Stati Uniti devono invece rispettare il CFR 21, base del Food Safety Modernization Act, che affida alla prevenzione un ruolo centrale. La FDA richiede alle imprese di implementare controlli preventivi documentati e piani di gestione dei pericoli strutturati secondo criteri tecnici molto precisi.
Parallelamente alla normativa, il concetto di cultura della sicurezza ha acquisito importanza crescente. Organizzazioni come FAO ed EFSA ricordano che la formazione del personale e la consapevolezza interna rappresentano elementi fondamentali per il mantenimento della sicurezza alimentare nel lungo periodo.
Che cosa è un sistema di gestione per la sicurezza alimentare?
Un sistema di gestione rappresenta un insieme coordinato di attività, documenti e responsabilità che permettono all’azienda di governare i processi in modo efficace e verificabile. Non si tratta di una raccolta di procedure, ma di una struttura dinamica in grado di integrare prevenzione, controllo, formazione e monitoraggio continuo.
La norma ISO 22000 costituisce il riferimento più significativo, poiché combina l’approccio per processi al ciclo PDCA e incorpora il sistema HACCP come parte integrante dell’analisi dei pericoli. Il modello definito da ISO prevede un coinvolgimento costante della direzione, una definizione chiara dei ruoli e una verifica sistematica dell’efficacia delle misure adottate.
Il valore di un sistema di gestione per la sicurezza alimentare risiede nella sua capacità di adattarsi ai cambiamenti.
Le imprese che adottano questo approccio riescono a mantenere una continuità operativa anche in situazioni complesse, come variazioni normative, richieste della GDO o mutamenti nella filiera di approvvigionamento. L’aggiornamento periodico del sistema consente di prevenire i rischi anziché limitarsi a reagire agli incidenti.
Il ruolo di GFSI
La Global Food Safety Initiative ha trasformato la gestione della sicurezza alimentare a livello globale. Il suo obiettivo è armonizzare gli standard e creare un sistema di benchmark che permetta alle imprese di ottenere certificazioni riconosciute dai retailer internazionali. GFSI non emette norme proprie, ma valuta gli schemi esistenti basandosi su criteri di affidabilità, trasparenza e coerenza tecnica.
Il riconoscimento GFSI conferisce agli standard un valore specifico: significa che lo schema ha superato una valutazione dettagliata e che risponde ai requisiti richiesti dai principali operatori della GDO. Schemi come IFS Food, BRCGS Food e FSSC 22000 devono mantenere aggiornamenti costanti per rimanere allineati alle indicazioni GFSI, che rappresentano il riferimento globale per la prevenzione dei rischi alimentari.
Grazie a questo modello, le aziende certificate possono lavorare con diversi retailer senza dover affrontare audit ripetuti basati su criteri differenti. GFSI ha contribuito a ridurre costi, duplicazioni e inefficienze, favorendo un ambiente commerciale più stabile e prevedibile.
Il contributo della GFSI si estende anche alla formazione e alla diffusione di buone pratiche internazionali, attraverso documenti tecnici, conferenze e consultazioni con le autorità regolatorie globali. La collaborazione tra produttori, distributori e organismi di certificazione rappresenta uno degli elementi distintivi di questo programma.
Norme e standard di certificazione alimentare
La ISO 9001 definisce un modello per la gestione della qualità basato sull’approccio per processi, sulla leadership e sul miglioramento continuo. Pur non essendo specifica per il settore alimentare, si integra facilmente con gli schemi food e costituisce una base organizzativa solida per molte imprese.
La certificazione FSSC 22000 combina la ISO 22000 con requisiti aggiuntivi dedicati alle infrastrutture, alla prevenzione delle frodi e alla gestione dei prerequisiti operativi. Il suo riconoscimento GFSI la rende uno degli standard più diffusi tra i produttori alimentari globali.
Lo standard BRCGS Food è particolarmente richiesto nella GDO britannica e nei mercati del Nord Europa. La sua struttura, estremamente dettagliata, richiede controlli rigorosi sulla produzione e include verifiche approfondite sulle linee di lavorazione e sui sistemi di difesa alimentare.
La Certificazione IFS Food si concentra sulla valutazione della conformità dei processi produttivi, delle strutture e della documentazione. È uno degli standard più richiesti dai retailer tedeschi e francesi, ma negli ultimi anni ha ottenuto una diffusione crescente anche in Italia e in altri Paesi europei.
Il GlobalG.A.P., dedicato alla produzione primaria, rappresenta lo standard di riferimento per aziende agricole, allevamenti e operatori dell’acquacoltura. Il suo ruolo è fondamentale per garantire controlli sui prodotti alla fonte e assicurare la tracciabilità lungo l’intera filiera.
Requisiti di certificazione alimentare per l’erogazione dei servizi
Oltre ai produttori, anche gli operatori che lavorano nella logistica o nell’intermediazione rivestono un ruolo fondamentale nella tutela della filiera. La certificazione IFS Broker definisce responsabilità e controlli dedicati ai soggetti che gestiscono scambi commerciali senza manipolare fisicamente il prodotto.
Lo schema BRCGS Agents and Brokers offre un modello analogo, con requisiti mirati alla trasparenza nella gestione dei documenti, alla qualifica dei fornitori e alla verifica delle condizioni di trasporto.
Il settore logistico richiede standard specifici come IFS Logistics e BRCGS Storage and Distribution, destinati a chi gestisce magazzini, trasporti refrigerati, depositi e attività di stoccaggio. Questi standard prevedono controlli su temperature, integrità degli imballaggi, segnaletica, pulizia e protezione dei prodotti durante la distribuzione.
Vantaggi di ottenere una certificazione alimentare
Molti imprenditori considerano la certificazione alimentare come un progetto impegnativo, complesso e spesso oneroso. Le esperienze reali, però, dimostrano che i benefici superano nettamente gli sforzi iniziali. Le aziende che adottano uno standard riconosciuto registrano un miglioramento nella gestione dei processi interni, una riduzione degli sprechi e un aumento della consapevolezza del personale.
Secondo le analisi dell’ISO, i sistemi di gestione producono un miglioramento documentato nell’efficienza operativa. Le imprese certificate dimostrano una maggiore stabilità e una riduzione degli imprevisti. Le verifiche periodiche, previste dagli standard riconosciuti, favoriscono una sorveglianza costante che consente di individuare criticità prima che si trasformino in eventi gravi.
Da un punto di vista commerciale, le certificazioni alimentari garantiscono accesso ai mercati internazionali e ai principali retailer. La reputazione aziendale migliora, così come la capacità di instaurare rapporti di lungo periodo con i clienti. Un fornitore certificato viene percepito come maggiormente affidabile, strutturato e capace di gestire i rischi.
Per il consumatore, acquistare prodotti provenienti da aziende certificate significa affidarsi a una filiera che segue procedure rigorose, controlli interni e verifiche indipendenti. La sicurezza alimentare diventa quindi un valore condiviso e un elemento di fiducia.
