Di sole (o di pioggia) e d'azzurro - Storia di un viaggio in Albania (Parte II)

Tirana, mercato dell'artigianato, foto di proprietà dell'autore
PARTE II |
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Il secondo giorno della nostra vacanza albanese parte dal cuore della capitale Tirana, ovvero Piazza Scanderbeg, enorme spazio aperto di circa quarantamila metri quadrati, dedicato all'eroe nazionale locale Giorgio Castriota Scanderbeg, distintosi in modo particolare nella cacciata degli ottomani.
A parte una super illuminata giostra dei cavalli, posta in un angolo, e una statua dello stesso Scanderbeg, la piazza è completamente vuota, ma utilizzata all'occorrenza per manifestazioni governative o affittata dalle grandi compagnie, in occasione di alcune attività commerciali, lancio di prodotti e via discorrendo.

Piazza Scanderbeg, foto di proprietà dell'autore
La presenza della polizia è costante ma discreta, del resto il numero di persone che la attraversano ad ogni ora, o che la eleggono come punto di ritrovo, è sempre piuttosto alto. A pochi passi dalla piazza, la visita continua con la Torre dell'orologio, monumento fatto costruire nei primi anni dell'ottocento con il contributo decisivo delle ricche famiglie locali.
L'altezza della torre, inizialmente di 30 metri, è stata portata a circa trentacinque dopo i lavori di ristrutturazione avvenuti a metà del secolo scorso. Oggi è possibile salire gli scalini che portano alla cima, per avere una bella panoramica di tutta la città, spendendo 200 LEK, circa un euro e sessanta. Per questa volta soprassediamo, ma nei prossimi giorni potremmo farci un pensierino.
L'obiettivo principale della mattinata è tuttavia il mercatino dell'artigianato, consigliato un po' da tutte le guide della città e dai turisti che hanno visitato in precedenza la capitale. Diverse decine di bancarelle, con i prodotti più disparati, dalla frutta fresca ai souvenir, passando per il miele, i liquori e il tabacco.
Carino, a tratti caratteristico, ma non riesce a prenderci più di tanto. Si nota che il mercato, un tempo dedicato esclusivamente ai locali, si sta trasformando lentamente in un'attrazione turistica, dato che sono sempre di più le bancarelle a questi ultimi dedicate e sempre più costante la presenza di zaini e pantaloncini corti che passeggiano tra i banchi.
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Mercatino dell'artigianato. Foto di proprietà dell'autore
Si è quasi fatta ora di pranzo, e decidiamo di assecondare l'istinto proveniente dai nostri nasi, che ci spinge ad entrare nelle panetterie presenti lungo la via. Per 450 LEK (4 euro) riempiamo una busta con quattro byrek, una specie di torta salata millefoglie ripiena, scegliendone due agli spinaci e due ai formaggi, un calzone e un trancio di pizza quadrata.
Fuori dalle zone del centro non è sempre facile trovare chi parla inglese o italiano, ma con le bellissime signore che gestiscono le panetterie ci si capisce a gesti, o con un sorriso. Per completare l'opera, notiamo una pasticceria, che espone praticamente sulla strada le sue torte. 100 LEK a fetta, meno di un euro... Resistere sarebbe da pazzi.
Il pomeriggio ci attende l'evento più temuto dai turisti di tutto il mondo: la pioggia. Piove a dirotto per almeno quattro ore, fin quando in serata il tempo non decide di essere più clemente. E' lunedì, e con i musei chiusi l'unica alternativa al passare la giornata in casa è il gigantesco centro commerciale della città Toptani, sette piani di negozi, più svariati altri sotterranei dedicati ai parcheggi.
Anche in questo caso, molti marchi e brand italiani, compreso l'imponente Conad posto al piano terra, infarcito per il novanta percento dagli stessi prodotti che si trovano sui nostri scaffali, ma ad un prezzo decisamente maggiorato, suppongo per i costi dell'importazione.
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Una vista del centro commerciale Toptani. Foto di proprietà dell'autore
In un centro commerciale del genere tuttavia, se non si ha l'intenzione di buttare qualche centone, ci si annoia dopo poco e così, dato che la pioggia sembra diminuire, proviamo la fortuna in strada. Errore clamoroso, perché sembra che da lassù i conti non siano ancora chiusi. Ci rifugiamo qualche minuto nella grande cattedrale ortodossa della città, scoprendo che qualche altro turista aveva già avuto la medesima pensata.
Ognuno è libero di scegliere il proprio culto, ci mancherebbe altro, ma in ogni luogo sacro occorrerebbe rispetto. A fianco a noi è un continuo susseguirsi di vociare a tono sostenuto e di cellulari che squillano, il che mi lascia due alternative: litigare con tutti i maleducati presenti, rischiando un occhio nero, o uscire all'esterno, sperando che qualcosa sia cambiato.

La cattedrale ortodossa. Foto di proprietà dell'autore
Da lì a poco smette di piovere, ma per la cena ci eravamo già attrezzati con riso, pomodoro e carne macinata, più qualche snack comprato in un market. Perlomeno la passeggiata digestiva è salva, anche se nei prossimi giorni è prevista altra pioggia. Vedremo.
Statemi bene, alla prossima!
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La prossima volta che rimani al centro commerciale, c'è molto da vedere in questi posti, beh, un'altra esperienza di viaggio, quello che dici sulle persone che non rispettano i templi, è qualcosa che vedi in molti altri, ma è come dici tu è meglio tacere, ognuno è responsabile delle proprie azioni, tu rispetti il tempio, questo è l'importante, lascia che gli altri facciano quello che vogliono ,La tolleranza non è qualcosa che molti hanno attualmente
Hai perfettamente ragione, l'istinto mi diceva di chiedergli di fare silenzio, ma ragionando ho scelto di lasciar perdere. Ognuno deve rispondere per sé stesso delle proprie azioni! Grazie per il commento, buona giornata!
Anche stavolta rispondo qui ai due articoli sul tuo viaggio in Albania per comodità. L'aeroporto di Torino è davvero tranquillo. Constatato di persona avendoci "stazionato" svariate volte. Roma e Milano non tanto. A Roma purtroppo mio marito aveva avuto una brutta esperienza. La polizia l'aveva trattato come un criminale e sembrerebbe per il solo fatto di essere brasiliano. Era riuscito ad arrivare in Piemonte per miracolo. La signora del finestrino, sicuro che si trattava di qualche poveraccia costretta ad acquistare uno di quei biglietti definiti "a perdere", tra i più economici e dunque a zero comfort. Quanto al vivere in Albania, specie in città moderne come la capitale, è già il sogno di svariati italiani e chi c'è riuscito, a trasferirsi, non fa la fame neppure nelle peggiori condizioni, mentre in Italia vivrebbe sotto i ponti. E in effetti, a meno che non si finisca nelle sperdute campagne in mezzo al niente dove poi la cultura degli abitanti "te la raccomando davvero", le zone bonificate albanesi sembrano proprio vivibili come la Romania. Da iscritta a Quora, leggo vagonate di geremiadi riguardo alle famiglie monostipendiate da 1000 euro al mese costrette a mangiare e vestirsi alla Caritas. Mi dicono che con uno stipendio da 1000 euro ce la fa a malapena un single che vive in una cittadina di modeste dimensioni non turistica. E ci credo: a causa di ricerche mie, vedo che per un misero bilocale non chiedono meno di 600 euro di affitto, quindi come cavolo fa a vivere una famiglia di 4 persone? A parte il doversi stringere peggio che in una scatola di sardine, con il caro bollette, le tasse, per non parlare poi delle spese condominiali, ma come cavolo mangiano in quattro con quegli stipendi da fame? 1000 euro è lo stipendio tipico di un panettiere, un fornaio, forse pure di un manovale.
Purtroppo il caro vita è qualcosa di reale, in Italia sta portando diverse famiglie ad affrontare difficoltà economiche importanti. Dalla mia breve esperienza qui in Albania, il tenore di vita medio mi sembra leggermente più alto, il lavoro non manca (ci sono cartelli di ricerca personale su ogni vetrina) e ho l'impressione che presto si vivrà un vero e proprio boom economico.
Infatti un moderatore mio amico del "cugino" di steemit ha raccontato di essere praticamente "assalito" dai suoi conoscenti che vorrebbero trasferirsi in Albania, dove ha in effetti un buon lavoro. E un'altra amica, sempre nel "cugino" di steemit, è riuscita a mantenere e pure a fare studiare dodici figli (no, non scherzo, ha davvero dodici figli, che fa parte del gruppo famiglie numerose). Il più grande fa il veterinario. Nell'infame sistema italiano che oggi non permette di mantenere decorosamente nemmeno un secondo figlio (a seconda del lavoro che fai, se il tuo coniuge è disoccupato, se paghi affitto o se hai casa energivora), altro che studiare. Avrebbero tutti si e no la licenza media, altro che medicina veterinaria. Ci credo che se n'era scappata in Albania quando già ne aveva cinque e poi nella nuova patria ne sono nati altri sette.
Forse ho capito di chi parli, quando frequentavo "il cugino" ci ho scambiato quattro chiacchiere qualche volta, è una persona in gamba e di certo ha il polso della situazione molto più di me
Ah, ecco, quindi è iscritta da molto più tempo di me, però ci siamo conosciute solo quest'anno. Certo, s'è adattata bene a vivere in Albania, così come l'altro amico moderatore che pure lui ci vive già da tanti anni. Una bella sfida è linguistica: l'albanese declina da matti e comprende un lessico tre volte il tedesco (per es., so che ci sono mille maniere per definire uno zio, una zia, a seconda se paterni, se materni, se di sangue o parenti politici e sicuramente distinguono alla stessa maniera i nonni e bisnonni se paterni o materni).
Con gli idioti che non sanno staccarsi un attimo dal telefono é battaglia persa
Davvero, una maleducazione senza senso.
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Hai passato una bellissima giornata, sono rimasto impressionato dalla foto del centro commerciale sembra veramente immenso e su più piani, ed è molto invitante anche quello che hai mangiato
È vero, è impressionante. I centri commerciali mi piacevano di più qualche tempo fa, ora vanno bene per le giornate di pioggia 😄. I dolci molto buoni ed economici, in linea di massima conviene quasi di più comprare cibo già pronto che fare la spesa. Grazie per il commento 👍
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