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RE: Depressione: lo sport è efficace come i farmaci? / Depression: is exercise as effective as medication? [ITA/ENG]

in Italylast month

Credo anch’io che lo sport possa aiutare molto, anche se ogni ambiente ha le sue dinamiche sociali.

Oggi molti ragazzi fanno più fatica a socializzare senza lo smartphone: sono molto connessi tramite schermo, ma poi dal vivo spesso si sentono un po’ come pesci fuor d’acqua.

Comunque, alla fine lo sport resta un grande alleato per il nostro benessere, sia fisico che mentale.

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Se non altro, quantomeno hanno la tecnologia per poter socializzare se gli risulta impossibile di persona. In un paese esclusivista e classista come l'Italia, in un buon numero di posti (e i montanari sono campioni olimpionici nel dimostrarlo: basti leggere https://erbaviola.com/2025/03/22/vivere-in-montagna.htm#comment-169659) rischi l'isolamento sociale se non appartieni ai luoghi di residenza da dodici generazioni. E se i piemontesi si trovano in prima fila, davanti ai montanari sono meri dilettanti (quel che mi era toccato di vedere in Piemonte non è quasi nulla rispetto a quel che è toccato di vedere alla scrivente e a gran parte degli utenti che hanno commentato: addirittura sono arrivati alla bassezza di avvelenare l'affezionato cane di una famiglia non appartenente al posto da generazioni infinite per aver commesso il peccato di trasferirsi da Bologna a San Benedetto). La signora Cristina non è certa al 100% che siano stati i vicini montanari, ma non dovrebbero esserci dubbi, dato quel che combinano ai forestieri, ruberie in primis. E se oggi quantomeno riesci a costruirti una rete virtuale di amicizie grazie alla tecnologia (che fortunatamente non consiste soltanto in furti di impieghi di cui le IA sono le gran colpevoli😂), immagina cosa poteva significare l'isolamento negli anni novanta (se non vado errata, dovresti averli vissuti anche te ai tempi del liceo/altra secondaria, epoca di telefono fisso, carta e penna😂). Su questo fronte, non fosse stato per il Conservatorio (in seguito pure i corsi di arti marziali occidentali, anche se le palestre non aiutavano a socializzare a dispetto di trattarsi di corsi collettivi e non la classica sala pesi, però ci avevo trovato un fidanzatino😂), non oso pensare che razza di isolamento avrei dovuto sorbirmi. Ho scoperto da poco di essere affetta da Asperger (allora come allora stavamo freschi che ci diagnosticavano correttamente, se proprio non eravamo autistici in terzo stadio, il peggiore e l'Asperger passava inosservato, o meglio, ci tacciavano di timidi, maleducati a dispetto dell'educazione ricevuta e condotte anomale ingiustificati e ingiustificabili), il che ovviamente non aiutava. Una neurodivergenza non aiuta, specie se un adolescente è costretto a vivere tra casa e scuola. Meno ancora dell'Asperger aiutava l'essere figli di genitori non del posto (santo cielo, mia madre aveva comunque origini parzialmente lombarde, bergamasche per l'esattezza e presumibilmente pure piemontesi, dati certi cognomi piemontesissimi in famiglia, ma quando un tempo trasferivano i tuoi nonni e bisnonni perchè avevano vinto un concorso pubblico, le tue radici se ne andavano a mare), anche solo uno.

È vero, i social, se usati bene, possono davvero aiutare a sentirsi meno soli, avvicinano le persone lontane, permettono di creare connessioni e trovare supporto emotivo. L’importante è saperli gestire, perché purtroppo può succedere di diventarne dipendenti.

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