Vabbè le risorse, ma perchè non offre denari (che mica gli mancano) alla Groenlandia per comprare le risorse anzichè comprare il paese? Tra l'altro, l'atteggiamento da padronaccio del pianeta è quel che non si può proprio digerire. La Groenlandia fa parte della Danimarca e in Danimarca intende restare. Nel caso dell'Iran ha ragione da vendere, invece. Peccato che però con quest'atteggiamento prepotente verso Groenlandia e Danimarca c'è da diventare malpensanti: non è che infatti ora diventi credulona riguardo al buonismo gringo: senza i porci interessi personali (vabbè, qui facciamo personali a livello nazionale) non vanno a smantellare questa o quella dittatura (se no a quest'ora il criminale del caro presidente nordcoreano, che per davvero così s'intitola per la propaganda secondo la quale avrebbe a cuore i cittadini nordcoreani, pardón, i servi della gleba nordcoreani, dovrebbe marcire in galera a costruire targhe di automobili per tutta la sua patetica esistenza). La Cina una minaccia? Ovvio, non si può negare come non si può negare che qui sono stati i paesi occidentali del sud Europa (Italia e Spagna in cima) a dormire sugli allori, emanando apposite leggi per distruggere la piccolo-media impresa favorendo vergognosamente l'imprenditoria cinese. Se ora in occidente nessuno sa battere un chiodo è colpa innanzi tutto dei malgoverni italioti e spagnoli che si sono dati parecchio da fare per far fallire il business di casa propria. Trump dovrebbe sprecare il fiato per posizionarsi contro le politiche burocratiche e fiscali del sud Europa e ora pure delle varie DAC europee che impediscono ai piccoli investitori di crescere (se i piccoli investitori non crescono, di rimando cola a picco il business modesto e cresce a dismisura la Cina, specie considerato che ha in mano le risorse che interessano agli USA). E non mi pare che Trump non ci possa arrivare.
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