Test o scam?
In queste ultime ore è rimbalzata agli onori delle cronache la vicenda di tre lavoratori toscani, tutti dipendenti della catena di supermercati Pam - Panorama, licenziati in tronco dopo aver fallito il test del finto cliente in incognito.
Nei panni di normali clienti del supermercato, degli ispettori inviati direttamente dall'azienda hanno nascosto, all'interno di grandi confezioni, alcuni prodotti più piccoli, con lo scopo di simulare un furto e testare la capacità dei cassieri di accorgersi della frode.
Secondo il racconto dei dipendenti, il tutto è stato arricchito alla cassa da una serie di comportamenti aggressivi e provocatori da parte di questi finti clienti, in modo da mettere il dipendente in condizioni psicologiche difficili ed indurlo più facilmente all'errore.
Fallendo il test, ovvero scansionando le confezioni senza accorgersi della loro manomissione e dei prodotti nascosti, i tre lavoratori hanno subito immediatamente un richiamo, che ha assunto al termine dell'iter disciplinare il contorno peggiore, quello del licenziamento per giusta causa.
Numerose le polemiche che stanno investendo la catena di supermercati Pam per questo comportamento, a molti sembrato un chiaro pretesto per liberarsi di dipendenti "scomodi", tutti impiegati da oltre vent'anni presso l'azienda, e sostituirli con contratti più convenienti.
In particolar modo sono i sindacati locali (che per esperienza diretta posso testimoniare muoversi concretamente solo quando un caso assume rilevanza sui giornali) ad aver fatto la voce grossa, contestando ai responsabili un comportamento scorretto.
I cassieri fungono ovviamente anche da controllo ultimo della merce, una barriera contro i tentativi di furto evidenti che alcuni pseudo-clienti potrebbero essere tentati di praticare, ma vedono davvero tra le loro mansioni quelle di controllare ogni singola confezione di prodotti acquistata?
Secondo chi ha effettuato questo test, la risposta non può che essere affermativa, ma i sindacati che difendono i lavoratori sono di avviso diametralmente opposto. La verifica del corretto comportamento dei clienti nei confronti della merce, onde evitare manomissioni e furti, spetterebbe al servizio di vigilanza.
Impensabile infatti secondo questi ultimi che i cassieri possano procedere a controlli accurati sull'integrità di ogni confezione, carrello, giacca o borsa portata dall'esterno, mantenendo ugualmente gli standard minimi di qualità del servizio imposti dall'azienda.
Da Pam per il momento non sembra esserci alcuna volontà di fare marcia indietro, né di eliminare il test del cliente in incognito, ma probabilmente un punto di incontro verrà trovato nel caso in cui i dipendenti della Toscana dovessero davvero incrociare le braccia nei prossimi giorni, come annunciato dai sindacati.
Comunque la si guardi, una vicenda piuttosto triste, che getta un'ulteriore croce addosso al mondo del lavoro, sempre più complicato e di difficile gestione.
I'm part of ITALYGAME Team
together with:
@girolamomarotta, @sardrt, @mikitaly, @mad-runner, @famigliacurione





👉 VOTA PER NOI COME WITNESS👈.jpg)
Upvoted! Thank you for supporting witness @jswit.
This post has been upvoted by @italygame witness curation trail
If you like our work and want to support us, please consider to approve our witness
Come and visit Italy Community
Ciao @frafiomatale! This is a truly compelling and important piece! The situation you describe with the Pam supermarket chain is outrageous. Using "secret shopper" tactics that seem designed to fail employees, especially long-term ones, is a concerning trend.
The ethical questions you raise about the responsibilities of cashiers versus security are spot on, and it's crucial to highlight the pressure these workers face. Thank you for bringing this to light and giving voice to the concerns of these employees and their unions.
I hope this post sparks a broader discussion about worker's rights and fair treatment in the retail sector. Have you considered sharing this with any news outlets or labor advocacy groups? It deserves wider attention. I'm resteeming this for greater visibility. Let's discuss further in the comments!
Secondo me le borse e gli zaini sono una cosa, il carrello un'altra... il controllo del carrello spetta al cassiere, se le confezioni sono state aperte se ne accorge eccome, se invece ho una cassa di birra o di latte nel carrello e ci infilo in mezzo barrette di cioccolato o confezioni di prosciutto no, non le puoi vedere, infatti in molti supermercati ti obbligano a svuotare tutto il carrello nella cassa, anche le casse d'acqua pesanti, è una rottura di scatole per tutti, ma in questo modo credo che sia più facile per i cassieri controllare e sia un bel deterrente per chi vuole fare il furbo... il cassiere non è certo un poliziotto, ma può chiamare la polizia, ad esempio quando controlla i 20 euro e ha stabilito che sono falsi... è un lavoro non facile e di grande responsabilità. Mi dispiace molto soprattutto per i lavoratori che sono vicini alla pensione, certamente il licenziamento in tronco mi sembra eccessivo, al limite se uno non è più adatto a una mansione si può spostare in un altro reparto per esempio, oppure avere una formazione adatta perché magari lavora nello stesso posto da tanto tempo e nel frattempo i regolamenti sono cambiati... ci sta che dopo tanti anni ci si rilassa un po'. I sindacati li tollero sempre meno, come hai notato sono intervenuti dopo che la faccenda è arrivata ai giornali, si accorgono solo dei licenziamenti, mentre dovrebbero vigilare molto prima su turni massacranti e condizioni di lavoro assurde!
Sono d'accordo con te, da ragazzo ho lavorato per un anno circa in un supermercato, facevo un po' di tutto e tra le varie mansioni c'era anche lo stare in cassa nei momenti più affollati. Era difficile e stressante perché dovevi abbinare velocità (venivi valutato su quanti soldi incassavi nel tempo in cassa), precisione (massimo sgarro consentito a fine giornata 2 euro tra quello che diceva la macchina e i soldi che avevi in cassa) e fare attenzione nello stesso tempo alle richieste dei clienti (conto fino a qua, questo lo pago in contanti, questo con la carta, questo non c'è il prezzo etc...)
E già all'epoca i dirigenti le studiavano un po' tutte per sbarazzarsi dei dipendenti più anziani, secondo loro troppo lenti e meno produttivi di quelli più giovani, e per ripicca loro ogni due su tre si mettevano in malattia.
In generale non era e a quanto pare non è tutt'ora un ambiente facile, ma temo che ormai di facile nel mondo del lavoro ci sia rimasto ben poco.
Spero che i dipendenti facciano causa e ottengano un grosso risarcimento. Indubbiamente qualunque lavoro fai devi fare del tuo meglio, ma i controlli sono in carico alla vigilanza e non al cassiere, é ovvio che se uno alla cassa si accorge di qualcosa di strano deve chiamare la vigilanza, ma non é compito suo controllare i tentativi di furto. Per altro anche la vigilanza interna può fare ben poco, non può trattenere una persona contro la sua volontà, non può chiedere i documenti, sostanzialmente l'unica cosa che può fare é chiamare le forze dell' ordine. Si tratta quindi palesemente di licenziamenti ingiusti e il comportamento dei controllori é palesemente ben al di là dei controlli accettabili, al limite avrebbero potuto fare una contestazione agli addetti alla vigilanza, ma anche quelli non sono Superman, quindi l'unico comportamento sanzionabile é quello dell'azienda.
L'argomento è molto dibattuto. Sempre dalla mia esperienza come lavoratore di un supermercato, posso confermare che il servizio di vigilanza interno non ha alcun potere reale. Ho assistito personalmente ad una scena in cui due ragazzi si sono palesemente rifiutati di aprire le borse ad un controllo della vigilanza e come se niente fosse sono usciti dal locale, senza che ovviamente i ragazzi della sicurezza potessero fare nulla per fermarli.
La vera domanda è: se nemmeno la vigilanza può nulla, cosa può realmente fare un cassiere? Si forse avrebbe dovuto accorgersi delle confezioni manomesse e degli oggetti nascosti all'interno, ma anche io come te non sono affatto sicuro che ciò rientri nelle sue mansioni. Anche perché di fronte al sospetto di manomissione di una confezione avrebbe dovuto chiamare la sicurezza, per la verifica, quindi bloccare la coda, sorbirsi le maledizioni di tutti ed esporsi ad una possibile figuraccia.
Io, fossi negli altri lavoratori, chiederei lumi alla direzione: è questo che volete? Bene, ma sappiate che d'ora in avanti le code alle casse si fermeranno di fronte ad ogni minimo sospetto.